Per 55 anni Carla non ha mai chiuso, ma ora dice addio
Monterappoli: ha abbassato definitivamente la saracinesca l’alimentari Senesi, punto di riferimento per una frazione empolese
MONTERAPPOLI. La storia di Carla Senesi e della sua bottega di alimentari è cominciata nel 1961. Cinquantacinque anni fa. È una piccola storia di una piccola attività in un luogo tutto sommato piccolo: Monterappoli, frazione di ottocento anime abbarbicata sulle colline di Empoli. Con la fine del 2016 questa piccola storia si è conclusa, definitivamente, rendendo orfane tante altre piccole storie che da quella bottega sono transitate, si sono riconosciute e si sono fatte comunità.
MAI UN GIORNO DI CHIUSURA
La saracinesca di uno dei più antichi negozi di alimentari di Empoli (la licenza per i tabacchi è la numero 15, tanto per capire) è stata abbassata per l'ultima volta due giorni fa, il 31 dicembre, sabato scorso. Anche se nemmeno la proprietaria crede in cuor suo che questo 2016 possa essersi concluso portandosi via la sua piccola e lunghissima storia. Da quando Carla Senesi, classe 1940, rilevò l'attività sono trascorsi cinquantacinque anni, «senza che questo posto sia mai stato chiuso un giorno», ci tiene a sottolineare con un pizzico di orgoglio ma anche con una malcelata amarezza.
Un'onorata carriera difficile da archiviare. Perché non è facile congedarsi da una clientela che nel ripetersi dei giorni è diventata amica, confidente e compagna di vita. «Ma è arrivato il momento - confida Carla da dietro il banco, quando mancano poche ore alla conclusione della sua attività lavorativa - non me la sento più di andare avanti. Anche se fa male lasciare».
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GLI INIZI
Quando cominciò era poco più che una ragazza, aveva 21 anni e il tempo ancora dalla sua parte. «Era di febbraio - ricorda, mentre ci mostra la sua prima licenza - io ero giovane, molto giovane. Questa bottega era già attiva da anni e per me significava avere un posto di lavoro sicuro praticamente sotto casa».
Allora non sapeva che sarebbe diventato molto di più, per lei e per tutta la comunità che le è ruotata intorno. «Io sono nata e cresciuta a Monterappoli - continua - e sono sempre rimasta qui. Questo è il mio posto del cuore. Non ho mai pensato che la mia vita potesse essere diversa da com'è stata. Se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto, compreso ovviamente il mio lavoro in questa bottega».
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UN PUNTO DI RIFERIMENTO
Il suo negozio è sempre stato un punto di riferimento in una frazione che è un centro storico a tutti gli effetti (uno dei tre nel Comune di Empoli), ma che può contare su pochissime attività: c’è un'edicola, un circolo Arci, un altro alimentari dall'altra parte del paese e due chiese.
Pochi punti di ritrovo e per questo tutti molto importanti. Tutti fondamentali per disegnare l'identità di un borgo da sempre molto più che un frammento di periferia. Da qui per raggiungere la vita della città c'è bisogno di un'auto o dell'autobus per chi non ha patente. Ma la vita, nemmeno a dirlo, più piccola del paese non è mai pesata a nessuno. Anzi, è diventata quasi un elemento di orgoglio.
L'ennesimo tassello di un campanilismo vissuto senza eccessi. Anche se negli ultimi anni molto è cambiato. E da quell'osservatorio priviliegiato che è una bottega di paese ogni cambiamento è come se fosse passato sotto una lente di ingrandimento. «In questi oltre cinquant'anni il paese è cambiato tanto - racconta ancora - nativi ce ne sono sempre meno. Molte famiglie si sono trasferite da altri luoghi e per loro Monterappoli non è che il posto dove dormire e non tentano nemmeno di integrarsi».
NON SOLO UN NEGOZIO
Ma a cambiare è stata anche l'economia. «Quando ho cominciato si era nel mezzo del boom economico - conferma - una stagione di ricchezza e di prosperità per tutti. E così è andata avanti per anni. I primi segnali di difficoltà sono arrivati negli anni '90. Ma c'era ancora la speranza per il 2000, che però per adesso non ha riservato grandi sorprese positive. Anzi, per noi piccoli esercizi c'è stato un ulteriore colpo con l'esplosione della grande distribuzione, che ha cambiato le abitudini delle famiglie».
Anche se la bottega di Carla non ha perso il cuore della sua clientela. «Il lavoro non mi è mai mancato, nonostante le difficoltà degli ultimi anni - e mentre parliamo con lei, all'inizio del turno pomeridiano, cominciano ad arrivare i primi clienti - le persone, che ormai sono diventate amiche, entrano e si mettono a sedere. Facciamo due chiacchiere e mentre parliamo si riempiono la borsa. É sempre stato così, qui si servono da soli. Credo che il rapporto quotidiano con queste persone sarà quello che mi mancherà più di ogni altra cosa». E il primo pensiero, infatti, va proprio a loro.
I RIGRAZIAMENTI
«Le ringrazio di tutto - conclude - in questi mesi hanno fatto di tutto per farmi cambiare idea e l'ho apprezzato moltissimo. Tuttavia ho due figli, tre nipoti e tre bisnipoti che hanno bisogno di me. Ed è ora che dedichi il mio tempo alla famiglia».
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