Il Tirreno

Empoli

«Liberateci dai criminali»

di Marco Sabia e Francesco Turchi
«Liberateci dai criminali»

Oltre cento persone alla manifestazione in centro per chiedere più sicurezza

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FUCECCHIO. La voglia di sicurezza batte il freddo, spegne le polemiche e supera le barriere politiche. Erano oltre cento i fucecchiesi (e non solo) che si sono dati appuntamento ieri sera in piazza Moro per dar vita ad un corteo allo scopo di chiedere più sicurezza (e di offrire sostegno alle forze dell'ordine), a seguito dei tanti episodi (furti e rapine) avvenuti a Fucecchio nelle ultime settimane. Qualcuno è arrivato anche da Montecatini Terme, altri da Signa, tanti dal comprensorio del Cuoio. I manifestanti sono partiti alle 18.30 da piazza Moro, poi sono passati da via Battisti, via Sauro, corso Matteotti e poi sono confluiti in piazza Amendola, davanti il palazzo comunale. Ognuno porta la propria storia. C'è chi ha subito un furto, chi due. Chi addirittura otto. Chi si è trovato i ladri in casa e si è visto beffardamente salutare. Ma c’è anche chi ha voluto essere presente semplicemente per esprimere solidarietà alle vittime.

L’uomo-simbolo è sicuramente - e suo malgrado - Piero Pampana, l'imprenditore fucecchiese che tre settimane fa venne picchiato, legato e derubato insieme alla moglie nella sua villa alle Vedute da una banda di 5-6 persone. In tanti vanno a salutarlo e ad abbracciarlo, poi Pampana si mette nella coda del corteo: «Sono venuto per la solidarietà che ho ricevuto. Purtroppo quello che ho vissuto lascia il segno: non potrò dimenticare mai quei momenti. Ora collaboriamo con le istituzioni: criticare e basta non serve a niente».

Un altro caso emblematico è quello di Antonio Medoro, di Ponte a Cappiano, che sfila stringendo in mano una bandiera tricolore: «Ho subito otto furti in dieci anni, tra casa e azienda. Mi auguro che iniziative del genere servano a qualcosa». Lo spera anche Maria Rosaria Cerulo: «Mio marito, tornando a casa, ha trovato due signori che scendevano le scale. Nonostante la fretta gli hanno anche dato la “buonasera”. Poi ha trovato la porta scardinata: l’hanno sentito arrivare e sono scappati». In testa al corteo lo striscione che recita "La sicurezza è un diritto", realizzato dal Comitato cittadini Fucecchiesi, capeggiato da Valentina Carmignani, che spiega: «Sono felice di quello che siamo riusciti a fare, nonostante il freddo pungente e le tante polemiche che hanno preceduto la manifestazione, che credevo potessero scoraggiare le persone ad essere presenti. Ho sentito dire che dovevamo fare una manifestazione del genere anche nelle frazioni ma logisticamente mi è sembrato un assurdo». Pochi metri più indietro c’è Maurizio Dei: «Il problema non è quello che ti rubano, ma cosa ti fanno: questi entrano, spaccano, picchiano. E se li prendono non gli fanno niente». Tante persone, nessuna traccia di bandiere politiche. Ci sono sindaco e assessori, ma anche esponenti di vari partiti, di maggioranza e di opposizione. La marcia va avanti silenziosa, senza cori né megafoni. Le persone parlano tra loro a bassa voce, raccontando di case messe a soqquadro, infissi spaccati, gioielli e ricordi di famiglia portati via. Ma anche di aziende - soprattutto conciarie - ripulite in una notte. E poi c’è chi cammina in silenzio e chi si scatta l’immancabile selfie. Quando quasi tutti si riuniscono dietro allo striscione per una foto di rito davanti al municipio, dietro quel pezzo di stoffa avviene un piccolo "miracolo": persone politicamente agli antipodi si avvicinano. Almeno per un’ora, si riuniscono tutti - sebbene con approcci diversi - sotto la bandiera della voglia di sicurezza. Che significa, più forze dell’ordine, ma anche pene certe per i delinquenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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