Il presidio
Bartoli e Marconcini «Basta scuse, serve soluzione strutturata»
EMPOLI. «L’assessora Arianna Poggi dice che non può entrare nelle vecchia fabbriche abbandonate dove dormono i disperati? Dobbiamo stabilire se il pubblico è governo o amministrazione. Se interviene...
EMPOLI. «L’assessora Arianna Poggi dice che non può entrare nelle vecchia fabbriche abbandonate dove dormono i disperati? Dobbiamo stabilire se il pubblico è governo o amministrazione. Se interviene sulle dinamiche della società, proponendo delle soluzioni o se si limita a prenderne atto. Qui serve una regia pubblica e il coinvolgimento delle associazioni per cercare di risolvere una situazione molto complicata». Dusca Bartoli e Samuela Marconcini, consigliere comunali di Fabrica Comune per la Sinistra, intervengono sull’emergenza-senzatetto, bacchettando la giunta guidata dalla sindaca Brenda Barnini: «In passato abbiamo anche presentato un’interrogazione su questo argomento e ci è stato detto che di fatto non si sa neanche con precisione quanti sono. Crediamo sia necessario un censimento. E non è sufficiente dire il sociale è trasferito all’Unione, è solo un modo per evitare il confronto politico. Qualcuno deve “agganciare” queste persone, capire perché vivono in quelle condizioni e se vogliono essere aiutate. D’altra parte questa non è che una conseguenza di una società che produce povertà».
Secondo Bartoli e Marconcini occorre una risposta strutturata, che vada al di là del mini-dormitorio che sarà allestito dalla Misericordia: «Una pista da seguire potrebbe essere quella dell’Help Center, una struttura per gli adulti in condizione di grave emarginazione sociale, senza fissa dimora e con difficoltà economiche. In altre città funzionano. A Empoli potrebbe essere realizzato nell’immobile vuoto alla stazione ferroviaria. Potrebbe rappresentare un punto di prima accoglienza gestito da volontari, in grado di garantire un pasto, l’utilizzo dei servizi igienici e la lavanderia. Rfi potrebbe anche essere disponibile a concedere il comodato d’uso - come ha fatto altrove - ma la prima mossa spetta all’amministrazione». Che dovrebbe intervenire in maniera più incisiva anche sul fronte dell’emergenza-abitativa: «Secondo una stima approssimativa sul territorio comunale ci sarebbero 3.000 appartamenti sfitti. Mettiamo anche che siano la metà: sono comunque un’enormità. Consideriamo che non tutti i proprietari sono interessati ad affittarli. Ma restano comunque centinaia di abitazioni che potrebbero essere utilizzate per dare una risposta alle famiglie che non riescono a pagare l’affitto e alle quali non è possibile garantire una casa popolare, visto che gli investimenti in questo senso sono praticamente azzerati e il fondo-affitti diminuisce. Un ente pubblico potrebbe proporsi come garante, come già avviene altrove. E in questo modo si eviterebbe magari di separare le famiglie come avviene attualmente, con madri e figli che vengono sistemati un’abitazione dedicata all’emergenza abitativa, dove però non c’è posto per tutti e per questo i padri sono spesso costretti a dormire in macchina». Il caos-senzatetto e l’emergenza abitativa saranno argomento - su richiesta di Fabrica Comune - della prossima seduta della commissione comunale scuola, cultura e sociale.
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