Il Tirreno

Empoli

Picchiata e stuprata fa arrestare il marito

di Francesco Turchi
Picchiata e stuprata fa arrestare il marito

Il figlio la difende (e si ferisce) mentre lei chiama i carabinieri

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CERTALDO. Picchiata e violentata per mesi. Fino a quando ha trovato il coraggio di buttarlo fuori di casa. Poi però lui è tornato, l’ha offesa e presa a calci. Il figlio ha cercato di difenderla ed è finito all’ospedale. Un’altra storia di violenza tra le mura domestiche, un altro orco che finisce in manette. Un altro anello alla drammatica catena di episodi simili che viaggia da tempo alla preoccupante media di un caso al mese nell’Empolese Valdelsa, prendendo in considerazione soltanto i più eclatanti finiti sulle nostre cronache.

Stavolta a finire in manette per maltrattamenti in famiglia è un cinquantenne romeno, domiciliato a Certaldo, incensurato. Tre mesi fa ha lasciato il suo Paese per raggiungere la moglie che vive e lavora in Italia da anni. Ma la nuova convivenza diventa un incubo per la donna, che viene costantemente picchiata, offesa, minacciata e stuprata. Stanca dei continui soprusi, riesce a ribellarsi e ad allontanarlo da casa. La situazione - almeno nel periodo iniziale - sembra finalmente più tranquilla: l’uomo si è trasferito da un amico e pare aver accettato la separazione. Ma è soltanto un’illusione, che dura poco: fino alla sera di Santo Stefano.

Intorno alle ore 19, il cinquantenne riesce - passando dal garage - a entrare nella casa di Certaldo dove vive la donna, che viene colta di sorpresa. Il marito la raggiunge in cucina e qui mette in scena il solito, drammatico, copione. Inizia subito ad offenderla, poi la colpisce con un calcio. La situazione degenera, com’è già accaduto fin troppe volte negli ultimi mesi.

Stavolta in casa c’è anche il figlio ventenne della coppia. Prova a difendere la mamma. Interviene tenendo probabilmente in mano un bicchiere di vetro, che nel caos si rompe.

Scoppia la colluttazione col padre e nel frattempo la donna - in lacrime - riesce ad allontanarsi per alcuni istanti e a chiamare il 112: «Correte, fate presto. Mio marito - racconta al telefono - mi picchia un’altra volta. Venite subito».

Quando i carabinieri di Castelfiorentino arrivano nell’abitazione di Certaldo, trovano ad attenderli la donna, disperata, il ventenne con le mani ricoperte di sangue e - poco distante - il cinquantenne con una ferita alla testa, probabilmente rimediata nella colluttazione col figlio.

La donna è sotto choc, ma riesce a trovare la forza per raccontare ai carabinieri il suo calvario, fatto di botte, grida, lividi e dignità calpestata. Poi viene accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, insieme al figlio.

Lei ha rimediato alcune contusioni all’addome, causate dai calci, mentre il ventenne ha riportato ferite alla mano.

I due vengono medicati e subito dimessi (con i carabinieri che nel frattempo si ritrovano in mezzo a un altro episodio, vedi box in alto a sinistra), mentre il cinquantenne romeno, finisce prima in caserma e poi nel carcere fiorentino di Sollicciano per maltrattamenti in famiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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