Il presidio
La ripresa economica c’è Ma piccola e non per tutti
Il report annuale di Confesercenti si chiude con un dato positivo: 1,95% in più I fatturati crescono col turismo, ancora in negativo alimentare e abbigliamento
EMPOLI. Una boccata d’ossigeno dopo anni difficili. Performance migliori di tutti gli altri colleghi della “Città Metropolitana” e un segno più decisamente alto per quanto riguarda il settore del turismo e della ristorazione. Il report annuale di Confesercenti sul commercio nell’Empolese e in Valdelsa lancia segnali positivi per le attività del nostro territorio.
Il sentiero. Il consuntivo al 30 settembre, infatti, si chiude con un indice generale che registra il più 1,95% nel fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno passato (in base al campione di aziende prese in esame dall’associazione). Eccola, anche se piccola, quella ripresa che tutti aspettavano o, come la definisce, Sauro Spignoli (responsabile dell’osservatorio economico di Confesercenti) «un nuovo sentiero». E aggiunge: «Dopo aver sceso la montagna ed aver abbandonato le vette adesso stiamo risalendo ma attraverso un percorso ripido e ricco di insidie». I numeri indicano che il processo di stabilità del 2015 trova conferma in questi primi 9 mesi del 2016 e lasciano ben sperare per il futuro. Si cresce a piccoli passi, ma si cresce e non è poco.
La spinta del turismo. Il primo dato del quale si può fregiare l’Empolese Valdelsa è quello di avere la performance migliore rispetto al valore generale di tutta la città metropolitana che si attesta all’1,04%. I risultati migliori arrivano dal commercio non alimentare e dalla somministrazione. Già, cresce in particolare il fatturato dei bar, +3,2%, ma numeri positivi, anche se più soft arrivano anche da ristoranti e alberghi. Tutto è dovuto alla domanda turistica che è fortemente cresciuta nella zona. Bene i negozi di ottica, ad esempio, che registrano un 3,2% in più del fatturato, e bene pure casalinghi e mercerie. «La ripresa, per quanto riguarda certi tipi di attività – aggiunge Spignoli – è dovuta al fatto che molte di esse sono diventate multitasking e offrono una serie infinita di servizi. Dall’ottico, ad esempio, non si va più solo per comprare gli occhiali ma anche per farsi misurare la vista. Pensiamo anche alle librerie indipendenti: oggi al loro interno hanno bar, organizzano incontri e corsi».
Crisi alimentare. Negativo, invece, il risultato del segmento alimentare che tiene botta solo in Valdelsa e in quei piccoli paesi che risentono meno dell’avvento della grande distribuzione. Nell’Empolese, invece, il segno meno pesa con una perdita dell’1,95%. In crisi anche le macellerie, soppiantate dalle gastronomie della grande distribuzione e con il consumo della carne che appare fortemente diminuito. In controtendenza gli ortofrutta che vedono un +1,87% del fatturato ma che trovano grande successo perché slegato dal comparto turismo. Resta ancora al palo invece il settore dell'abbigliamento, in lieve perdita e non più fiore all'occhiello del territorio.
Le previsioni. I dati non tengono conto per motivi logistici degli ultimi 3 mesi, importanti per il commercio visto che sono quelli che hanno preceduto e accompagnato le feste natalizie. «Ottobre e novembre sono stati difficili – spiega Enzo Nigi, presidente di Confesercenti Empolese Valdelsa – l’attesa per il risultato del referendum a mio avviso ha creato incertezza nella gente che ha speso meno». Le previsioni per fine anno, però, appaiono prudenzialmente positive in tutti i settori con una lieve crescita. Dati che, se confermati, sottolineerebbero la lenta ma continua ripresa dell’economia locale.
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