Il presidio
«Io, prima capitana voglio battere i maschi»
Palio: la sfida di Denise Cei, neo-eletta nella contrada Torre
FUCECCHIO. «Capitano o capitana? Direi di chiamarmi capitana». Denise Cei, 41 anni consulente del lavoro, è la prima capitana della storia del Palio di Fucecchio. A rompere questo tabù ormai trentacinquennale è stata la contrada Torre; un tabù che durava da quando - nel 1981 - i donatori di sangue Fratres inventarono di sana pianta il Palio di Fucecchio. Donatori che raccolsero molti appassionati di cavalli fucecchiesi, tra cui il padre di Denise, Franco Cei, diventato uno dei padri fondatori della manifestazione e che alla figlia Denise ha trasmesso la passione per i cavalli.
Ora Denise Cei è la prima donna a ricoprire il ruolo più prestigioso - e al contempo più difficile - del Palio: quello del capitano, il generale indiscusso che decide le strategie paliesche, che chiama il fantino dopo aver avuto in sorte il cavallo, che tesse tele fatte di accordi, alleanze e contro alleanze per vincere il Palio. E in questo mondo fatto di mille sfumature, dove una parola vale (o dovrebbe valere) più di mille promesse, le donne continuano a fare fatica ad entrare.
Eppure sono le anime delle contrade: basti vedere le cucine, dove ragazze e signore mettono a tavola decine e decine di persone quasi ogni settimana dell'anno, cucinando e apparecchiando gratis, per tutti. Nonostante tutto questo - nella stanza dei bottoni del Palio di Fucecchio - le donne sono difficili da trovare. Qualche felice eccezione c'è stata: Tonella Cenci (presidente negli anni d'oro di Porta Raimonda) ha vinto il cencio da presidente; Monica Cespoli, nel 2011, era la massima dirigente di Samo, quando la sua contrada vinse un Palio incredibile in rimonta, il primo della storia dei rossoblù. Denise Cei sarà la prima donna a partecipare alle riunioni dei capitani, luoghi dove il testosterone sprizza. Eppure nelle parole della nuova capitana c'è tanta voglia di emergere: «Non credo - spiega - che le cose capitino a caso. Mi sono trovata in questa situazione, ho accettato la sfida come ho sempre fatto nella mia vita. Oltretutto io nel Palio ci sono cresciuta, così come nell'equitazione, l'unico sport dove uomini e donne lottano alla pari. E questo assioma si potrebbe applicare anche al Palio. È un incarico che ho accettato per la contrada, una contrada fatta di brave persone che meritano di tornare a gioire. Abbiamo anche un nuovo presidente, Romano Benericetti, che viene da Santa Croce sull'Arno ma che da quando vive nella nostra frazione si è innamorato della contrada e si è preso una grande responsabilità. So bene che la mia elezione a capitana rimarrà nella storia del Palio e sono proprio felice che sia stata la mia contrada la prima a scegliere una donna per questo ruolo».
Ma Denise si sente "svantaggiata" in qualche modo? «Non credo di essere né superiore né inferiore ad un collega maschio. Siamo alla pari e anzi non capisco a volte certe distinzioni fra i due sessi, fatte proprio da noi donne. Io ho un carattere forte, chi mi conosce lo sa: d'altronde il capitano serve per comandare. Questa è una scossa, se ho accettato questo incarico è perché voglio cambiare qualcosa».
A Cei spetterà l'arduo compito di "resuscitare" una contrada che ha dovuto subire l'uragano della vittoria di Massarella, la contrada rivale, dopo che l'anno prima le aveva impedito una quasi certa vittoria (e per questo era stata squalificata, non senza polemiche e dopo un ricorso al Tar poi ritirato). Ora siamo in un periodo che - in gergo paliesco - viene chiamato "invernata": una stagione avara di corse ma foriera di colloqui coi fantini, di visite presso le loro scuderie, allo scopo di definire le strategie in vista del prossimo anno.
E chissà che faccia faranno i vari Giovanni Atzeni, Andrea Mari, Jonatan Bartoletti e Luigi Bruschelli quando si troveranno davanti la signora Cei. Il sogno di Denise Cei «è quello di diventare la prima donna capitano a vincere il Palio di Fucecchio». Ma per questo c'è ancora tempo: per ora sono state scritte soltanto alcune righe di un nuovo capitolo del Palio in rosa, vergate con l'inchiostro bianco e celeste di Torre.
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