Il presidio
Un piano per i clochard dormitori d’emergenza e fabbriche “blindate”
L’assessora Poggi: «Subito un bando rivolto alle associazioni» Don Engels: «Questione delicata, serve soluzione strutturata»
EMPOLI. «Nelle prossime ore pubblicheremo un bando per dare una rispetta nell’immediato all’emergenza, in attesa di mettere a punto un progetto strutturato. E ci muoveremo anche con i privati, perché anche loro devono fare la loro parte». Dopo il nostro servizio-choc sulle favelas di Empoli, con decine di clochard che dormono tra veleni, rifiuti e crolli nelle vecchie fabbriche abbandonate e lungo i binari e nella sala d’attesa della stazione ferroviaria, interviene l’assessora comunale di Empoli Arianna Poggi. Che spiega: «Stiamo affrontando il problema a livello di Unione dei Comuni, che gestisce il sociale. La giunta ha dato l’ok a un bando pubblico da settemila euro, rivolto alle associazioni di volontariato, per l’accoglienza notturna dei senza fissa dimora. Resterà aperto pochi giorni, proprio perché c’è la necessità di dare una risposta nell’immediato». L’auspicio dell’Unione è di trovare supporto in un’associazione, in grado di reperire gli spazi per i clochard che accettano di farsi aiutare.
Un intervento che andrebbe ad affiancare quello della Croce Rossa, che grazie a una “unità di strada”, due volte alla settimana porta coperte e bevande calde ai senzatetto che dormono in aree pubbliche nei comuni di Empoli e Vinci. Ma i volontari - ovviamente - non possono entrare nelle proprietà private, coma le ex vetrerie Sve e Vitrum o l’ex azienda chimica Montevivo, dove sopravvivono decine di “fantasmi”: «Dobbiamo intervenire anche su questo versante. A breve contatteremo i proprietari», che saranno “invitati” a blindare gli accessi, visto che al momento si entra con estrema facilità. La conseguenza prevedibile è che decine di “invisibili” saranno “sfrattati” e l’auspicio che trovino almeno un tetto grazie al bando.
Poi però servirà una soluzione più strutturata, magari con il coinvolgimento di vari soggetti, come già avviene altrove. Una tesi condivisa da don Guido Engels, proposto di Empoli, che avanza la proposta di un piano speciale per i mesi invernali. «Ne stiamo già parlando anche con l'amministrazione - spiega - si tratterebbe di un'iniziativa simile ad altre intraprese in molte grandi città italiane. Ad esempio, a Firenze si chiama "Emergenza Inverno" e ha l'obiettivo di offrire riparo e non solo ai soggetti senza fissa dimora nei mesi più freddi. Ovviamente un piano del genere ha bisogno di tempo e risorse per essere realizzato. Ci sarebbe dare fare una ricognizione degli spazi da utilizzare e di organizzarci con la logistica. Nell'immediato, quello che possiamo fare è cercare di ospitare queste persone in strutture dove ancora c'è qualche posto. Oltre ovviamente a tutto ciò che già facciamo: tra tutte le nostre strutture Caritas ogni giorno forniamo centocinquanta pasti, oltre a quelli offerti dalla mensa Emmaus».
A Firenze "Emergenza Inverno" è attivo ormai da anni: apre i battenti ad inizio dicembre e va avanti almeno fino alla fine di marzo. Il piano permette di ospitare centinaia di senza tetto in strutture messe a disposizione dall'amministrazione comunale e da enti del volontariato. Vengono serviti pasti caldi, vestiti e un riparo. Per i primi quindici giorni è tutto gratuito e successivamente viene richiesto un contributo di un euro al giorno.
«L'idea sarebbe questa - continua don Guido Engels, che è anche presidente dell’associazione Vecchie e nuove povertà - anche se non mancano le criticità. Tanto per cominciare, non è facile trovare strutture adatte a Empoli. E poi in molti casi i soggetti rifiutano soluzioni diverse dal dormire per strada. Il problema, insomma, è complesso e dovremo anche riflettere seriamente sui modelli di famiglia offerti dalla nostra società e sulla disgregazione delle relazioni sociali per dare risposte davvero risolutive».
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