Il presidio
Alleanza tra due coop contro la crisi del grano
Accordo tra quella di Montalbano e Terre d’Etruria: i soci di Vinci si appoggerranno alla struttura livornese che è una realtà importante in questo settore. Faenzi: "Senza grano e senza olivi il territorio diventerebbe una macchia: vogliamo governare il territorio con i sindaci"
EMPOLI. Si sta in piedi insieme. Soprattutto se i prodotti della terra vengono attaccati da un mondo che non ha nulla a che fare con lo scandire delle stagioni, con le criticità del meteo o degli attacchi di qualche parassità particolarmente aggressivo. Ma dipendono solo da speculazioni finanziarie di multinazionali che con un soffio possono cancellare i sacrifici di migliaia di microimprese tramandate per secoli da padre in figlio.
Si parla di grano, un prodotto che in poco tempo ha perso il 50% di quanto veniva pagato (ora siamo sulle 220 euro al quintale). E dell’accordo stipulato tra due cooperative, Montalbano e Terre d’Etruria che ha sede a Castagneto Carducci (Livorno). Un modo per sostenere la produzione di chi coltiva cereali nella nostra zona facendo riferimento a una realtà importante e consolidata come quella che è radicata sulla costa tirrenica. «Abbiamo alcuni silos a Lamporecchio - spiega la presidente della coop Montalbano Rosanna Matteoli - ma dobbiamo dismetterli perché a breve non saranno più a norma». Ma allora come venire incontro ai soci che producono nell’Empolese e nella Valdelsa cereali? E nello stesso tempo come si possono trovare le condizioni migliori per la cessione di questo prodotto che, oltre al deprezzamento generale, qui in zona ha visto anche il fallimento parziale, al momento, del progetto di Castelfiorentino (con lo stabilimento della Unicoop fermo)? A San Matteo doveva partire un polo importante per le aziende di zona, dal grano al pane. Ma, ora, funziona solo il mulino.
La cooperativa Montalbano, con sedi a Vinci, Empoli e Lamporecchio, ha fatto, allora, un accordo con Terre d’Etruria: i coltivatori conferiranno i prodotti sempre alla Montalbano che poi, però, a sua volta li passerà a Terre d’Etruria. Una realtà che, grazie alla sua esperienza e rilevanza in questo particolare segmento di mercato, diventerà un braccio commerciale più forte della Montalbano stessa perchè i cereali sono uno dei punti di forza della copp livornese con 400mila quintali conferiti dai soci e un ventaglio di possibilità che i produttori hanno (compresa anche una copertura assicurativa). Lo spiega il responsabile cereali della Terre d’Etruria, Giampiero Botrini: «La nostra struttura - spiega - dovrebbe fornire per quest’area la logistica e la gestione». L’area di stoccaggio più vicina alla nostra zona è a Cascina (Terre di Etruria ha in tutto 14 centri di stoccaggio).
«Le cooperative sono aziende - aggiunge Giancarlo Faenzi, amministratore delegato della Montalbano - ma noi vogliamo anche essere presenti nel governo del territorio . Questo concetto lo vogliamo ribadire ai sindaci perché senza cereali o senza oliveti il territorio è destinato a trasformarsi solo in macchie . L’agricoltura conserva il territorio e favorisce lo sviluppo del turismo».-
E conclude il presidente di Terre d’Etruria Massimo Carlotti: « Il valore della cooperazione è maggiore di quello che poteva essere ieri. Lo dicono i numeri, dove c’è aggregazione ci sono numeri importanti. Le esperienze fatte ci dicono che le cooperative devono essere aggregate in rete. Soprattutto dove, come per i cereali, il prezzo è volatile e cambia secondo le operazioni finanziarie. La filiera può creare un ombrello e si possono affrontare meglio anche gli investimenti».
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