Il Tirreno

Empoli

Offese su Facebook, scatta la querela del sindaco di Fucecchio

di Marco Sabia
Il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Su un gruppo era apparso un post di utente contro l’amministrazione sulla questione dei rifiuti. Da qui è partita l’azione legale per diffamazione

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FUCECCHIO. Il sindaco Alessio Spinelli querela un utente Facebook per un post apparso su un gruppo fucecchiese, considerato lesivo e diffamante della reputazione e dell'immagine dell'istituzione comunale.

E' quanto emerge dalla delibera di giunta 230/2016 del 7 dicembre, pubblicata lunedì 12 dicembre sull'albo pretorio. La giunta comunale, infatti, ha autorizzato il primo cittadino a querelare un utente Facebook per un post pubblicato il 31 ottobre nel gruppo "Sei di Fucecchio se...non vuoi svendere la città agli extracomunitari". Il post così recitava: «Prima c'erano i cassonetti per l'organico la gente ora invece deve bruciare per sbarazzarsi del verde, i cassonetti farebbero comodo ma purtroppo siamo governati da una amministrazione comunale di ladri che mandano tutto al diavolo e lucrano pure sul traffico degli extracomunitari». L'amministrazione ha considerato il post grave e lesivo, perchè "attribuisce all'amministrazione di Fucecchio, nel suo complesso, atti, fatti e comportamenti che possono essere lesivi della loro dignità, onore, integrità morale e professionale che, conseguentemente, possono configurarsi come penalmente rilevanti (ingiuria e diffamazione ex artt. 595 e 596 bis c.p.), nonché costituire un danno all'immagine ed al prestigio dell'amministrazione comunale, risarcibili in sede di giudizio civile".

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Da qui l'autorizzazione da parte della giunta al sindaco - nella sua figura di legale rappresentante del Comune - a sporgere querela alle competenti autorità investigative " per il reato di diffamazione, oltraggio ed altri che saranno eventualmente ravvisati a seguito delle affermazioni contenute nel post ". In poche parole, da questo post potrebbe scaturire un processo penale e/o un richiesta di risarcimento danni. Oltretutto, sempre nella stessa delibera, la giunta autorizza ancora il sindaco a sporgere denuncia nel caso di situazioni analoghe che si potrebbero presentare in futuro sui social network. Il tutto va ad inserirsi in un contesto - quello fucecchiese - non nuovo alle diatribe sui social. A fine agosto, infatti, avevano fatto discutere tantissimo le convocazioni da parte della polizia municipale verso cittadini che avevano fatto commenti o post al limite della denuncia. In particolare un commento - nel quale si accusava l'amministrazione di brindare sui morti dell'Eccidio del Padule per aver organizzato una cena in occasione della commemorazione dell'evento - era costato ad un fucecchiese la convocazione al comando territoriale da parte del comandante Roberto Dini.

In quel caso non erano scaturite denunce ma la vicenda uscì dai confini comunali e regionali. Il sindaco Spinelli aveva ribadito che i vigili hanno il mandato di tutelare l'immagine del Comune quando questa viene lesa. E lo stesso sindaco aveva specificato di aver ricevuto offese pesanti, anche nei confronti della sua famiglia, sulle bacheche social. E' evidente la volontà - da parte del sindaco e della sua amministrazione - di non lasciare passare le offese all'istituzione di cui è massimo rappresentante da due anni e mezzo. Sicuramente la decisione di querelare per un post Facebook farà nuovamente discutere e riaccenderà il dibattito sull'utilizzo - a volte improprio - delle bacheche social, che sono tutto fuorché dei diari personali.

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