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contro un utente di un gruppo

Offese su Facebook scatta la querela del sindaco

Offese su Facebook scatta la querela del sindaco

FUCECCHIO. Il sindaco Alessio Spinelli querela un utente Facebook per un post apparso su un gruppo fucecchiese, considerato lesivo e diffamante della reputazione e dell'immagine dell'istituzione...

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FUCECCHIO. Il sindaco Alessio Spinelli querela un utente Facebook per un post apparso su un gruppo fucecchiese, considerato lesivo e diffamante della reputazione e dell'immagine dell'istituzione comunale.

E' quanto emerge dalla delibera di giunta 230/2016 del 7 dicembre, pubblicata ieri sull'albo pretorio. La giunta comunale, infatti, ha autorizzato il primo cittadino a querelare un utente Facebook per un post pubblicato il 31 ottobre nel gruppo "Sei di Fucecchio se...non vuoi svendere la città agli extracomunitari". Il post così recitava: «Prima c'erano i cassonetti per l'organico la gente ora invece deve bruciare per sbarazzarsi del verde, i cassonetti farebbero comodo ma purtroppo siamo governati da una amministrazione comunale di ladri che mandano tutto al diavolo e lucrano pure sul traffico degli extracomunitari». L'amministrazione ha considerato il post grave e lesivo, perchè "attribuisce all'amministrazione di Fucecchio, nel suo complesso, atti, fatti e comportamenti che possono essere lesivi della loro dignità, onore, integrità morale e professionale che, conseguentemente, possono configurarsi come penalmente rilevanti (ingiuria e diffamazione ex artt. 595 e 596 bis c.p.), nonché costituire un danno all'immagine ed al prestigio dell'amministrazione comunale, risarcibili in sede di giudizio civile". Da qui l'autorizzazione da parte della giunta al sindaco - nella sua figura di legale rappresentante del Comune - a sporgere querela alle competenti autorità investigative " per il reato di diffamazione, oltraggio ed altri che saranno eventualmente ravvisati a seguito delle affermazioni contenute nel post ". In poche parole, da questo post potrebbe scaturire un processo penale e/o un richiesta di risarcimento danni. Oltretutto, sempre nella stessa delibera, la giunta autorizza ancora il sindaco a sporgere denuncia nel caso di situazioni analoghe che si potrebbero presentare in futuro sui social network. Il tutto va ad inserirsi in un contesto - quello fucecchiese - non nuovo alle diatribe sui social. A fine agosto, infatti, avevano fatto discutere tantissimo le convocazioni da parte della polizia municipale verso cittadini che avevano fatto commenti o post al limite della denuncia. In particolare un commento - nel quale si accusava l'amministrazione di brindare sui morti dell'Eccidio del Padule per aver organizzato una cena in occasione della commemorazione dell'evento - era costato ad un fucecchiese la convocazione al comando territoriale da parte del comandante Roberto Dini. In quel caso non erano scaturite denunce ma la vicenda uscì dai confini comunali e regionali.

Marco Sabia

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