Il presidio
Il Pd più forte d’Italia vale 58.000 inutili Sì «Sconfitti e orgogliosi»
Risultato-record per la federazione dell’Empolese Valdelsa Perde in 3 sezioni su 157, calo di 1.000 voti rispetto alle Europee
EMPOLI. Un “7” in pagella per un calciatore conta poco se la squadra perde 4-0 e retrocede. È un po’ quel che è accaduto al Pd da queste parti. Buona prova complessiva, arricchita da qualche tocco di classe (seppur senza strafare). Quasi 58.000 Sì per una media del 58%, con Montaione al top (62%) e percentuali buone ma non strabilianti a Fucecchio 55,5%) e Montelupo (terra del sottosegretario Luca Lotti), dove comunque è arrivato un 56,8% di consensi alla riforma costituzionale naufragata in un mare di 19,4 milioni di No. Nessuna federazione del Partito democratico in Italia ha ottenuto un risultato migliore di quella dell’Empolese Valdelsa; ha fatto meglio soltanto Bolzano (63%), dove però si era schierato per il Sì anche il Sudtiroler Volksparti, che da quelle parti ha un impatto considerevole. Tutto vero, quanto inutile.
Lo sa bene il segretario Enrico Sostegni quando nella tarda mattinata scende dall’ufficio di via Fabiani per raggiungere la sala stampa. La scoppola non gli ha tolto il sorriso. Snocciola la “lenzuolata” di numeri relativi alle 157 sezioni del circondario, dove tre “mosche bianche” (ne parliamo nell’altra pagina), hanno evitato l’en-plein: «È una sconfitta netta, che ci amareggia profondamente. Secondo noi il Paese ha perso un'occasione. Sono però molto soddisfatto del risultato della nostra federazione: il nostro elettorato è in sintonia con il progetto che la riforma proponeva, ha colto il senso di una sfida importante per il Paese. Siamo orgogliosi della scelta di dimettersi fatta dal presidente Renzi, la riteniamo coerente e coraggiosa. Adesso chi ha vinto dovrà dimostrare responsabilità. Noi ci mettiamo il senso istituzionale del nostro partito».
L’altra nota positiva per Sostegni è il dato sull’affluenza (77,4%), superiore al dato toscano, comunque alto (74,45%) e a quello nazionale (65,5%). E a proposito di raffronti, rispetto alle elezioni europee del 2014 (quando l’affluenza si fermò al 71,96%), il Pd ha tenuto in termini di voti: allora il partito ne incassò 58.836; stavolta rappresentava (quasi da solo e neanche per intero, vista la posizione della Sinistra del partito) il fronte del Sì, che ha chiuso con 57.888 voti (spicca il -492 a Castelfiorentino, dove Renzi due anni fa sfiorò il 70%). E proprio su questi dati si concentra Jacopo Mazzantini, segretario Pd di Empoli: ««Il risultato che abbiamo raggiunto nella nostra città non può bilanciare in alcun modo la delusione dell'esito nazionale, anzi. Ma banalizzarlo o, peggio ancora, non rivendicarlo, senza eccessi chiaramente fuori luogo, farebbe un torto innanzitutto a tutti i cittadini empolesi che ci hanno nuovamente dimostrato, con numeri inequivocabili, una rafforzata fiducia. A Empoli il Sì ottiene pressoché gli stessi voti (15.677) di quanti ne prese il Pd alle europee (15.895), con scostamenti lievissimi nelle singole sezioni».
Un risultato locale figlio anche dello sforzo fatto sul territorio durante la campagna referendaria: «Ringrazio i volontari e i cittadini - sottolinea Sostegni - che in questi mesi si sono attivati, con oltre 200 iniziative organizzate dai trenta comitati. Vorrei ringraziare soprattutto i tanti giovani che hanno dato il loro preziosissimo contributo: un patrimonio importante anche per il futuro».
«In questi mesi - aggiunge Claudia Firenze, responsabile organizzazione della federazione dell’Empolese Valdelsa - si sono avvicinate nuove persone al nostro partito e credo che questo sia un prezioso capitale umano su cui puntare. Abbiamo fatto quello che sappiamo fare, stare tra la gente a parlare, e non stare solo sui social».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google