Il presidio
«Ho chiamato il 113 per far valere un diritto»
Parla la donna allontanata dal seggio dopo una discussione con la presidente
EMPOLI. «La polizia l’ho chiamata io per fare valere un mio diritto. L’agente è intervenuto quando la presidente di seggio si è agitata a ha iniziato ad alzare la voce. Ma io volevo soltanto un chiarimento, che avevo chiesto in maniera educata».
Cecilia Uccheddu è l’empolese che domenica scorsa è stata al centro di una polemica nella sezione 38 di Ponzano. Un episodio (raccontato sul giornale di ieri), che si è verificato poche ore dopo il post di Piero Pelù che ha scatenato la psicosi-matite: ««La matita che ho usato per votare - aveva scritto il cantante - era cancellabile. Ho denunciato la cosa al presidente di seggio». Alcune ore dopo il Viminale era stato costretto a intervenire con una nota. La matita copiativa è fatta per far sì che il segno, anche se parzialmente rimosso, rimanga visibile comunque a occhio nudo. Cancellando il segno con una gomma, però, la carta della scheda elettorale si rovina, rendendo nullo il voto.
Ma veniamo al caso che ha visto protagonista Uccheddu: «Sono andata a votare alle 12,30 e sono entrata nel seggio con una gomma per cancellare, perché quelle matite mi avevano sempre lasciato dei dubbi. Ho dimostrato - su un foglio bianco - che non era indelebile. Presidente e scrutatori mi hanno rassicurata - invitandomi a premere bene la matita sulla scheda - ma non convinta. Comunque, ho votato e me ne sono andata». Poi, una volta a casa, ha scoperto che il suo dubbio sulla matita copiativa - complice il post di Pelù - era diventato un caso nazionale. «Così ho chiamato il 113 e mi è stato detto che c’erano già altre segnalazione di questo tipo. Mi hanno consigliato di recarmi direttamente al seggio per chiedere delucidazioni e così ho fatto. Ho aspettato il mio turno e ho chiesto alla presidente di seggio di fare una verifica su una scheda, davanti ai miei occhi. Lei inizialmente sembrava disponibile, poi però si è innervosita. Mi ha mostrato le matite, ma erano diverse da quelle che avevo utilizzato la mattina per votare. Ho sottolineato questo aspetto e lei mi ha fatta allontanare dalla polizia. Sono stata aggredita verbalmente e prima di uscire ho fatto verbalizzare al poliziotto quanto era accaduto».
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