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“Angeli” variopinti a difesa della Costituzione
Dal leghista Genuino fino al segretario Rossi della Cgil, tutti già proiettati verso appuntamenti elettorali
EMPOLI. I sostenitori del No, qui, hanno perso. Ma ora sentono l’energia della grande affluenza registrata alle urne e quella data dalle dimissioni del premier Matteo Renzi. Anche qui, nella provincia ultrarenziana, si sentono gli odori di prossimi appuntamenti elettorali a cui non ci si vuol far trovare impreparati. Anzi dall’altra notte, per esempio, il centro-destra è già ripartito. Tolta quella parte che si è avvicinata al Pd sulla questione della revisione costituzionale, il resto è proiettato verso la riorganizzazione. «Il centro-destra unito può essere un’alternativa di governo - spiega Gabriele Genuino, consigliere comunale di Fucecchio passato da Forza Italia alla Lega Nord e capogruppo all’Unione dei Comuni - questo è un risultato molto importante. E ci fornisce indicazioni su alcune questioni: i giovani che prima erano filo-governativi hanno votato No. E il senso civico degli italiani è venuto fuori perché molte persone che sono fuori dalla politica si sono impegnate in queste settimane e continueranno a farlo per combattere i giochi di palazzo». «Le marchette elettorali, come gli investimenti promessi anche in questa zona e gli aumenti agli statali, non sono bastate - ha continuato Genuino - gli italiani non sono scemi. E anche in questa zona, dove abbiamo un sottosegretario alla presidenza del consiglio e il segretario del Pd regionali, il partito ha perso 900 voti rispetto alle elezioni europee».
«Le dimissioni di Renzi non sono un gesto coraggioso o epocale, ma semplicemente un gesto dovuto - spiega il consigliere comunale di Centrodestra Andrea Poggianti - Il governo Renzi era stato incaricato a tempo determinato, per portare a termine le riforme: le stesse riforme che ieri il 60% degli italiani hanno respinto. Il suo mandato quindi si è esaurito».
Su tutt’altro versante Rossano Rossi della segreteria Cgil di Firenze ma anche lui entusiasto del risultato e di “aver salvato la Costituzione”. «Qui la percentuale poteva essere anche peggio e finire a 70% di voti a favore del Sì - spiega - la Cgil ha fatto la sua parte e ne esce benissimo. Abbiamo preso la posizione giusta con Anpi e Arci a differenza della Cisl che si è schierata con Confindustria». E conclude: «Non sono preoccupato spero che ora ci sia un governo che vari al più presto una legge elettorale».
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