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Nell'Empolese Valdelsa vittoria amara del Pd, il Sì sfiora il 60%
Nessuna festa nella sede di via Fabiani, calici alzati invece al comitato del No in via Giuseppe del Papa
EMPOLI. Un successo del Sì con la volontà chiara di cambiare la Costituzione grazie alla legge di revisione approvata di recente. Questo ci dice il responso del voto per il referendum nell’Empolese Valdelsa. Con un’affluenza che, se in Italia è stata elevata, nelle nostre zone è stata enorme e pari al 77,27%. Il Sì ha sfiorato il 60% con il 58,2%, il No con il 41,8%. Dunque un panorama nettamente contrario rispetto al quadro nazionale che ha visto anche le dimissioni del presidente del consiglio Matteo Renzi. E dunque, nonostante i numeri felici per il comitato del Sì in via Ridolfi, nella sede del Pd l’aria è stata tutt’altro che di festa.
Che i numeri avrebbero dato un esito funeste a livello nazionale, in via Fabiani si è capito abbastanza presto, poco dopo la chiusura dei seggi: «Qui - sottolinea Enrico Sostegni, segretario del Pd dell’Empolese Valdelsa - abbiamo ottenuto un buon risultato. Ma è chiaro che la soddisfazione è decisamente annacquata dall’esito del referendum a livello nazionale. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati nella lunga campagna referendaria». Sulle dimissioni di Renzi: «Per la prima volta in questo Paese, pochi minuti dopo la chiusura delle urne, di fronte a una sconfitta, il presidente del Consiglio si è fatto da parte, con grande dignità. Ora - come ha detto lui - tocca al fronte del No fare una proposta seria per il futuro dell’Italia».
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Di tutt’altro umore, ovviamente, Matteo Palanti (Linea Civica) del Comitato del No, che a caldo commenta: «Le minacce e i ricatti non sono serviti a niente nonostante gli attacchi mediatici che sono stati portati avanti anche contro l’Anpi. E a niente sono valse le mancette distribuite a destra e a manca. Dunque questo è un passo avanti». E in particolare a livello locale: «Il Pd comunque qui, nel nostro territorio, è molto forte. Sono state annunciate cornucopie mirabolanti e non ha trionfato».
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Andrea Poggianti (Centrodestra per Empoli), anche lui per il Comitato del No, non ha dubbi: per il Pd empolese questa è una vittoria di Pirro perché «nonostante i comizi, gli sms, la presa di posizione dei sindaci, il risultato è stato misero e le percentuali non sono così entusiasmanti». A livello generale , aggiunge Poggianti, «Vincono gli italiani, non i partiti che si erano riuniti nel fronte del No. La Costituzione va modificata, questo è chiaro, ma non solo da una parte. Va cambiata valorizzando la la democrazia, con tagli reali non pari al costo di un caffè. Gli italiani hanno deciso di mantenere la sovranità e di voler tornare al voto esprimendo il presidente del consiglio».
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