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Il cuore grande di sei suore e una storia lunga 378 anni
Un libro con foto e ricordi della Santissima Annunziata di Empoli, prima scuola della città: «Ora siamo poche e non insegniamo più ma i sorrisi dei bimbi ci ripagano dei sacrifici»
EMPOLI. Una storia che affonda le radici in una vera e propria istituzione: la Santissima Annunziata ha recentemente realizzato il suo libro che ripercorre la memoria storica di questo luogo attraverso la sua longeva vita. Un tempo, al momento della sua nascita e crescita, la Santissima ospitava circa 30 suore che si occupavano non solo della gestione materiale dell'immobile ma anche e soprattutto dell'insegnamento.
Oggi, a distanza di 378 anni, il numero delle suore è decisamente diminuito ma il loro ruolo è ancora di estrema importanza nella gestione del grande plesso di via Chiara che le ospita (primaria, secondaria di primo grado, liceo linguistico e scientifico bilingue). Suor Amata, suor Annamaria, suor Colomba, suor Bernardina, suor Giorgiana e suor Laura si occupano con solerzia della loro scuola nonostante i problemi siano tanti e non sempre semplici da fronteggiare. La gestione di una scuola nel 2016 non è certo cosa facile ma le soddisfazioni continuano ad essere tante e la gioia di aiutare i bambini ancora oggi continua ad essere il vessillo sotto al quale continuare la propria marcia.
«Io sono in questa struttura dal 1976 e fino a 10 anni fa ero un'insegnante. Oggi aiuto solamente le insegnanti con i bambini delle cinque classi di elementari - ha spiegato suor Giorgiana - noi sorelle siamo rimaste in poche sia all'interno della scuola che in generale e cominciamo tutte ad avere un'età considerevole. Non è semplice tenere in ordine la scuola e aiutare i ragazzi».
La storia della Santissima Annunziata ha attraversato più di tre secoli nei quali ha subito bombardamenti, periodi sterili ma anche molte soddisfazioni. Prima tra tutte quella di essere la prima scuola della città. «Noi non siamo più direttamente coinvolte nella scuola perché adesso è diretta da un consiglio laico di indirizzo e uno di amministrazione - continua - oggi il nostro compito è collaborare e operare con gli insegnanti affinché la nostra scuola resti sempre un punto di riferimento per la città è per i nostri ragazzi». Le suore sono state sostituite dietro alla cattedra dagli insegnanti ma continuano a lavorare con vigore in ogni altro aspetto scolastico. Si passa dal servizio di portineria al tenere la scuola pulita; ma anche fare le fotocopie a aiutare i ragazzi con qualche difficoltà affinché restino in pari grazie ad un po' di aiuto. «Prima eravamo molte ad occuparci della scuola. Quando sono arrivata io nel '76 eravamo in 27. Oggi però ci sono sempre meno vocazioni. Le ultime che stanno continuando a resistere siamo noi. Non essendoci più vocazioni le scuole devono ricorrere a chiamare suore da altri Paesi, come ad esempio dall’India o dall’Africa». La Santissima resta nel territorio empolese una vera istituzione: «Mi ha sempre dato gioia insegnare e mi dispiace che il numero delle suore sia in continua diminuzione e siano sempre meno impiegate nell'insegnamento - conclude suor Giorgiana - tutto questo però da a me e alle mie sorelle ancora molta gioia perché poter seguire un bambino con qualche difficoltà è per noi motivo di grande soddisfazione, soprattutto quando vediamo che le nostre attenzioni vengono ripagate attraverso dei sorrisi o dei buoni voti presi nei compiti. Siamo sempre meno e finché resisteremo continueremo la nostra missione con tanta dedizione». Ora, la Santissima si racconta in un volume che analizza in maniera trasversale uno spaccato di storia cittadina che inizia nel 1638. All'interno del libro "La Ss.ma Annunziata a Empoli e il suo conservatorio" (acquistabile in libreria) si ripercorre la storia di un’istituzione - che rappresenta un fulcro della città, sia per la vita cristiana che per l'insegnamento - attraverso memorie di personaggi vissuti tra i banchi di questa scuola.
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