Accoglienza dei profughi gara da 2 milioni deserta
Nessuno si è presentato per il progetto Sprar che prevede un sistema di formazione e inserimento degli immigrati diverso da quello ora in funzione
EMPOLI. Lo Sprar nell'Empolese Valdelsa non si farà, almeno quest'anno. La gara aperta dall'Unione dei Comuni per la presentazione di un progetto per la creazione del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è andata deserta e nessun soggetto si è presentato. Tutto rimandato, dunque, alla prossima primavera, quando il ministero dell'Interno accoglierà altri progetti da finanziare nell'ambito dell'accoglienza ordinaria. Dopo la bocciatura del progetto presentato ad inizio anno, sfuma il nuovo tentativo promosso dall'Unione.
Un tentativo che, però, tutti sapevano essere non facile fin dall'inizio, visti i tempi ristretti. «Il decreto ministeriale che fissava la data di scadenza per la presentazione delle domande al ministero è uscito ad agosto - spiega Maria Rita Sgalambro, nominata direttrice dei lavori per l'espletamento delle procedure relative allo Sprar - e questo ci ha costretto ad affrettare i tempi per bandire la gara come Unione dei Comuni. Tuttavia, non siamo riusciti ad aprire la procedure prima dell'inizio di ottobre e di conseguenza agli stessi soggetti interessati sono rimasti meno di venti giorni per la predisposizione del progetto e la sua presentazione». La gara dell'Unione era stata aperta, infatti, il 3 ottobre e la chiusura è avvenuta il 20 dello stesso mese, successivamente posticipata al 3 novembre. A quel punto una commissione avrebbe dovuto giudicare i progetti pervenuti, scegliere il migliore (il criterio di aggiudicazione era quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa) e presentarlo al ministero dell'Interno entro pochi giorni. Una corsa contro il tempo difficile e non andata a buon fine. Il bando dell'Unione metteva a gara un importo di 1 milione e 916mila euro per la gestione di un massimo di 50 richiedenti asilo e rifugiati nel territorio dell'Empolese Valdelsa per tre anni. Lo Sprar rappresenta un sistema di gestione più strutturato (che può essere svolto solo da soggetti riconosciuti e rispettando requisiti ben precisi e documentabili) rispetto all'accoglienza straordinaria gestita direttamente dalla prefettura che affida i profughi ad associazioni, cooperative, enti pubblici o in alcuni casi anche a singole famiglie con un rimborso giornaliero. L'Unione, comunque, continua a credere nell'apertura di uno Sprar sul territorio e annuncia che ci riproverà.
Marco Pagli
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