Italia
Puliamo i boschi contro lo spaccio L’idea di Torre sotto assedio
Il traffico di droga avviene vicino alle abitazioni tra via delle Forre, via di Rimedio e Montebono E le famiglie lamentano anche furti e richieste continue di soldi da parte dei tossicodipendenti
FUCECCHIO. Spacciatori che entrano ed escono dal bosco, soggetti poco raccomandabili che bussano alle abitazioni per qualche spicciolo per una dose, macchine rubate che finiscono dentro le proprietà private, boschi diventati terra di nessuno, dove c'è paura a camminare. A Torre sta montando la protesta per l'annosa piaga dello spaccio, che da tre anni almeno affligge questa porzione delle Cerbaie fucecchiesi. In particolare - raccontano alcuni residenti - tra via delle Forre, via di Rimedio e di Montebono ogni giorno c'è un episodio nuovo e non di quelli piacevoli.
Ma la rabbia nasce soprattutto per la presenza degli spacciatori vicino alle case:«Per assurdo - spiegano - si può anche accettare che queste persone stiano lontane dalle case, nascosti nei boschi, dove nessuno li vede e dove possono fare quelli che vogliono. Ma questi te li vedi uscire dai sentieri in continuazione, danno la dose al cliente e spariscono nuovamente. E poi ci sono i clienti, quelli che comprano la droga, che così facendo alimentano questo business e che ogni tanto te li trovi a bussare alla porta per chiedere soldi». «Clienti - aggiungono i residenti - che - dopo aver acquistato la dose - scappano fra le nostre strade a tutto gas, senza pensare che ci potrebbero essere dei bambini. Sinceramente non è più possibile andare avanti così». Ma cosa si potrebbe fare? «Una soluzione potrebbe essere pulire i boschi - continuano i residenti - così da togliere i nascondigli a questi individui. Che poi - oltre allo spaccio - in queste settimane si è aggiunta la problematica dei furti e ti trovi persone che provano a scavalcare il cancello, oppure nascoste in auto rubate e a fari spenti. «Qui c'è tantissima gente che va in bosco, per una passeggiata, per un giro in mountain bike, a far funghi o a caccia - spiegano - Ma non ci sentiamo più sicuri ad andare fra i boschi. Forse gli unici che si possono sentire sicuri sono i cacciatori ma perchè sono armati. E poi i lampioni, che non sono abbastanza e che abbiamo richiesto a più riprese».
La vicenda spaccio alle Cerbaie al momento è in una situazione di stallo: se in alcune zone gli spacciatori non si fanno più vedere, in altre sono comparsi di recente. Questi si spostano rapidamente, da un'area all'altra. I clienti arrivano a tutte le ore del giorno, dalla mattina presto fino a dopo cena. Gli spacciatori rimangono a giornate intere nascosti fra le fronde, inquinando il bosco con batterie, plastica e rifiuti vari, testimonianze della loro sgradita presenza. I carabinieri continuano i controlli ma pattugliare e controllare chilometri di strade ed ettari di bosco non è semplice. Negli anni sono stati portati a termine numerosi arresti ma di spacciatori se ne trovano sempre nuovi, magari giovanissimi, disposti a tutto per racimolare qualche decina di euro.
Marco Sabia
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