Il Tirreno

Empoli

Ora l’infermiere diventa di famiglia

La figura verrà introdotta con il nuovo piano dell’Asl

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EMPOLI. Un momento di riorganizzazione, di assetti diversi che porteranno una nuova figura nell’Asl Toscana centro. E dunque anche negli ospedali dell’area empolese. Si chiama infermiere di famiglia che consentirà ai pazienti di essere curati nelle loro case senza dover, una volta dimessi dagli ospedali, ricorrere a nuovi ingressi negli ospedali o, ancora peggio soprattutto per le attese, al pronto soccorso.

Un ruolo, quello in questione, che porterà anche decisi risparmi all’azienda sanitaria. Una figura che, tra l’altro, è stata a lungo richiesta anche da alcune organizzazioni sindacali con il Nursind.

Nella riorganizzazione dell’area vasta (da Firenze, a Prato, a Pistoia, a Firenze ed Empoli) «siamo partiti dall’adeguamento dei passaggi di carriera per gli infermieri - spiega Giampaolo Giannoni, segretario provinciale del Nursind -perché siamo rimasti bloccati per cinque anni perdendo gli adeguamenti per la retribuzione e i livelli pensionistici. Tra l’altro la Corte costituzionale ha spiegato che il blocco è illegittimo ma gli arretrati non sono dovuti. Su questo abbiamo presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo che è stato al momento rigettato. Ma noi in ogni caso andremo avanti».

Rispetto alla riorganizzazione dell’area vasta, è stato affrontato anche il tema della mobilità e in questi giorni usciranno i bandi per i lavoratori che si vorranno spostare nell’ambito della piana da Firenze a Pistoia.

Rimane da affrontare il tema dei carichi di lavoro, delle mansioni e del piano assunzioni. «La nostra speranza - riprende il segretario Giannoni - è che la riorganizzazione sia in grado di correggere le storture come quella della cosiddetta “pronta disponibilità” per cui un infermiere deve essere sempre reperibile anche in quei reparti dove questo non è previsto». «Oppure ancora - va avanti il segretario - che venga rispettata la normativa e ci sia uno stacco di undici ore da un turno all’altro a differenza di ora ».

Una riorganizzazione che, secondo il Nursind, deve prevedere anche nuove assunzioni. Secondo stime nell’area vasta mancherebbero oltre trecento infermieri. «Per avere sicurezza e qualità - va avanti Giannoni - il rapporto tra malati e infermieri dovrebbe essere sei a uno. Al momento, invece, siamo in media 11/12 a uno».

Nel progetto di riorganizzazione comparirà anche l’infermiere di famiglia che prenderà in carico il malato e lo assisterà in collaborazione con il medico di famiglia, con gli specialisti dell’ospedale dove è stato ricoverato, con il sistema di assistenza domiciliare. E che attiverà i percorsi per favore la permanenza a casa.

«Questa è una figura che da anni noi chiediamo - conclude Giannoni - siamo convinti che le cure territoriali vanno incrementate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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