Il Tirreno

Empoli

Quei tesori sottoterra abbandonati o scaduti

di Giacomo Bertelli
Quei tesori sottoterra abbandonati o scaduti

Sono venti tra pozzi e sorgenti con idrocarburi o acqua calda

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EMPOLI. Una miniera di risorse celate nel sottosuolo dell'Empolese Valdelsa, costituita da 19 siti, divisi fra pozzi e sorgenti. Idrocarburi e acqua calda sono gli elementi che sin dal 1950 hanno attirato l'interesse di multinazionali ed imprenditori che hanno realizzato scavi e studi fino a una profondità che supera i 2mila metri. Un tesoro nascosto nel sottosuolo che vede tutti i titoli di sfruttamento scaduti ed abbandonati, con un piccolo mistero che riguarda Certaldo, dove il pozzo chiamato Romagnoli, è vincolato a termini di riservatezza, come indicato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Non è da ora, dunque, con i nuovi progetti legati al teleriscaldamento a Castelfiorentino e nell’Empolese, che il sottosuolo ha creato interesse. Gli studi avanzati sul territorio si possono suddividere in tre rami: i pozzi per cercare idrocarburi (dati aggiornati al 31 luglio 2015), come metano e petrolio, le sorgenti e i pozzi geotermici (dati aggiornati al febbraio 2010) per captare gas e acqua calda. Sono 10 i pozzi realizzati in passato per cercare risorse di natura fossile come il metano e il petrolio. In campo sono scese multinazionali del calibro di Agip che ha realizzato 5 pozzi. Si dislocano soprattutto nel territorio empolese e curiosità quelli più importanti recano il nome di Certaldo. Gli altri nomi scelti sono: Le Cerbaie, Monterappoli, Ponsano e Tolomei. Si è trattato di studi che hanno avuto scopi esplorativi. Tutti questi pozzi hanno titoli scaduti derivanti da condizioni da non vantaggiose, l'assenza di gas e infine per l'abbandono dei progetti da parte degli stessi operatori.

In base alle informazioni pubblicate è stato confermato il ritrovamento di un gas, mentre in altri l'esito è stato negativo. Alcuni di questi scavi sono già stati chiusi con tappi di cemento. Questi studi sono stati utili per gettare le basi del progetto di teleriscaldamento della Kyotherm a Castelfiorentino, della Lifenergy a Certaldo per l'anidride carbonica e per la Sol a Montespertoli per la Co2.

Il pozzo che raggiunge maggiore profondità è quello chiamato Certaldo 004 del 1983 che è andato fino a 2654 metri. Fra studi e realizzazione dei pozzi le somme di denaro investite sono state poi ingenti e nelle carte visionabili si evidenzia ad esempio il pozzo 'Valdelsa' che interessa più province, dove si è speso più di un miliardo delle vecchie lire. Un giallo è rappresentato da un pozzo che si trova a Certaldo, chiamato Romagnoli, dove è stato trovato un gas nel 1952 dove però mancano alcune informazioni, come l'operatore e la scheda tecnica, vincolando così il sito alla riservatezza. A fianco degli idrocarburi si possono trovare poi le sorgenti geotermiche che sono 8, dislocate in Valdelsa e un pozzo attivo. I comuni interessati sono Montaione, Gambassi Terme e Montespertoli. Bagni di Mommialla, Borro dell'Acqua bolla, Camporena, I Bollori, Le Pozzaie, Villa alle Monache. In questo caso le informazioni a disposizione sono minori ma indicano complessivamente il ritrovamento in ogni frangente di gas e acqua. In un due casi il gas viene captato. Si tratta di quello di Villa alle Monache, a Gambassi Terme e un altro, San Cipriano per mano di Geonergy. Infine oltre alle sorgenti vi sono anche pozzi, come quello di Mommialla 001, aperto nel 1964 da Enel a una profondità di 361 metri ed oggi in funzione.

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