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A dicembre 2015 la firma del patto dopo un anno di litigi
La querelle polizia municipale - Unione dei Comuni è iniziata a fine 2014, quando i vigili proclamarono lo sciopero, che però fu "rifiutato" dal prefetto, che li precettò. A dividere sindaci e...
La querelle polizia municipale - Unione dei Comuni è iniziata a fine 2014, quando i vigili proclamarono lo sciopero, che però fu "rifiutato" dal prefetto, che li precettò. A dividere sindaci e municipale c'erano le divise logore, il parco auto e moto ormai vetusto, l'assenza di ricetrasmittenti e la difficoltà anche nel fare un pieno di benzina (o nel riscuotere un buono pasto). Da lì iniziò una guerra fredda fra sindaci e agenti, con accuse che volarono da una parte all'altra. I vigili sostenevano che l'Unione non sapeva far decollare il corpo unico della polizia municipale, i sindaci rispondevano che gli agenti "pensavano solo ai soldi". Poi - dopo un anno - Rsu e Unione riuscirono a mettersi al tavolo per raggiungere un accordo (firmato il 23 dicembre 2015), che fu considerato un "risultato storico", per stessa ammissione del sindaco Mangani: gli agenti ebbero il tanto sospirato ponte radio, divise e mezzi nuovi, giubbotti antiproiettile e altre dotazioni di sicurezza. La battaglia fu così considerata terminata ma i fatti di ieri dimostrano altro, perché forse si è trattato soltanto di uno dei tanti capitoli di questa complessa e delicata vicenda, a quasi quattro anni dalla nascita del corpo di polizia municipale dell'Unione dei Comuni.
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