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Addio targhe alle biciclette via libera a furti e abbandoni
La macchinetta per la punzonatura è rotta, l’associazione si è ritirata e, due anni e mezzo dopo il lancio in pompa magna, il servizio non c’è più
EMPOLI. Addio (almeno per ora) alle “targhe” per le biciclette. Un servizio che era stato ideato dal Comune per contrastare l’escalation di furti. La macchinetta si è rotta, l’associazione che gestiva la “punzonatura”, si è fatta da parte. E i ladri possono tranquillamente tornare sui... pedali, senza timori di essere incastrati - nel corso di eventuali controlli - dal codice che identifica il proprietario. Il servizio era stato presentato in pompa magna nel marzo 2014, come risposta a un fenomeno rilevante (nell’anno precedente in città si viaggiava alla media di cinque denunce di furto alla settimana). Complessivamente erano state recuperate dalla polizia municipale 135 bici e solo 21 erano state restituite ai proprietari, mentre le altre erano rimaste all’interno del deposito, in cerca di un padrone.
E allora ecco l’idea innovativa: far stampare sul telaio della propria bici un’incisione numerica, una sorta di targa che doveva servire da deterrente contro i furti. Il servizio veniva effettuato dall’Associazione Noi da Grandi (realtà nata dall’iniziativa di genitori i ragazzi portatori di handicap) in via di Barzino (con la collaborazione della Cooperativa Colori), ogni sabato mattina dalle 10 alle 12. Per targare la propria bici bastava presentarsi con un documento di identità e con il codice fiscale; i dati anagrafici del proprietario venivano riportati in un apposito registro dall’Ufficio relazioni con il pubblico. Inoltre al proprietario veniva consegnato un tesserino che sanciva il suo legame con la bici. Questo database serviva poi alla polizia municipale dell’Unione: quando veniva ritrovata una bici abbandonata o presumibilmente rubata, grazie al numero della marcatura si poteva risalire al legittimo proprietario. Il servizio veniva effettuato grazie ad una macchina punzonatrice alimentata ad aria compressa acquistata dal Comune, che incideva sul telaio la scritta Empoli più un numero di serie progressivo. La prima marcatura era gratuita per i residenti a Empoli, mentre coloro che abitavano nei comuni limitrofi dovevano pagare 2 euro.
Ma ora il progetto è completamente naufragato. Perché la macchinetta per la punzonatura si è rotta e, inoltre, l’associazione si è fatta da parte, non riuscendo più a garantire la presenza di personale per due ore alla settimana. Tuttavia il Comune di Empoli non si arrende, come spiega l’assessore Fabio Barsottini: «Ci stiamo impegnando per ripristinare un servizio nel quale crediamo. Siamo puntando molto sullo sviluppo sostenibile della nostra città, come dimostrano gli investimenti fatti e i progetti per l’ampliamento delle piste ciclabili».
Ma questo non basta: «La riparazione della macchinetta non comporta una grossa spesa, provvederemo a farla ripristinare. Però allo stesso tempo - sottolinea Barsottini - dobbiamo anche trovare un’altra associazione che si impegni a portare avanti il servizio. Abbiamo avviato dei contatti, spero di trovare una soluzione in tempi brevi, perché ritengo fondamentale che la bici - essendo a tutti gli effetti un mezzo di trasporto - debba essere tracciabile e riconducibile al proprietario».
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