Il presidio
Terremoto, evacuato un edificio a Castelnuovo 4 famiglie fuori
Numerose crepe sulle pareti di un’abitazione in via Coianese dove vivono sette persone che hanno trovato sistemazioni temporanee in attesa di iniziare i lavori di consolidamento
CASTELFIORENTINO. Dopo la grande paura di martedì sera per la scossa di terremoto di magnitudo 3.9, la notte è trascorsa in maniera relativamente serena e la Valdelsa si è rimessa in moto. «I bambini sono a scuola, la gente al lavoro e i servizi funzionano», ha annunciato su Facebook il sindaco Alessio Falorni. In pochi hanno passato la notte fuori casa, molti hanno scelto di dormire sul divano, pronti ad uscire di casa in caso si fossero verificati nuovi fenomeni. Che, però, non ci sono stati.
Si sono registrate solo due piccole scosse, fra le notte del 25 ottobre e le prime ore del mattino del 26, ma avvertite solo dalle macchine e non dalla popolazione. Centinaia, comunque, sono state le chiamate al centralino dei vigili del fuoco, impegnatissimi per verificare tutte le segnalazioni. Gli anziani ospiti della casa di riposo "Neruda" sono stati assistiti dai volontari della Misericordia nel periodo passato all'esterno della struttura. Poi, verificato che non c'erano danni, sono tutti rientrati per la notte.
Al momento l'unico caso critico riguarda un edificio della frazione di Castelnuovo, in via Coianese, che è stato dichiarato inagibile. Crepe evidenti sono state rilevate nelle pareti. Le sette persone interessate, quattro sono i nuclei familiari, hanno trovato una sistemazione temporanea in attesa di iniziare i lavori per il ripristino sotto la supervisione dei tecnici comunali. Tra le sette persone anche un signore anziano il quale, per motivi di salute, ha trascorso la notte in ricovero ospedaliero.
Nella giornata di martedì, invece, al di là dello spavento generale i problemi aveva riguardato la linea ferroviaria Firenze-Siena dove c'erano stati disagi per i pendolari (con ritardi e anche cancellazioni) a causa di un guasto elettrico nella zona di Granaiolo dovuto sempre al sisma.
David Biuzzi
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