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Trema la terra, la gente si riversa in strada

Trema la terra, la gente si riversa in strada

Scossa di magnitudo 3.9 con epicentro a Castelfiorentino: i racconti di chi ha visto i mobili muoversi e gli oggetti cadere

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CASTELFIORENTINO. È ora di cena ma piazza del Popolo è insolitamente affollata: famiglie con bambini, giovani e anziani sono riuniti in piccoli gruppi. Nessuno ha fretta di rientrare in casa e godersi l’intimità domestica di un normale martedì sera. Dai volti si percepisce preoccupazione. E attesa. Le parole lo confermano: «Noi aspettiamo ancora un po’ a rientrare e poi dopo dormiremo vestiti sul divano. E con le scarpe». Pronti a fuggire da casa.

Lui è tornato: il terremoto ha portato di nuovo la paura in Valdelsa: alle 18,53 l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3.9 con epicentro a sud-est di Castelfiorentino, tra Certaldo e Gambassi terme, a una profondità di 9 chilometri. Una scossa più lieve (2.2) si era verificata nella stessa zona due minuti prima, a una profondità di 11 chilometri. Lievi i danni, almeno per le verifiche fatte fino a notte inoltrata, ma un paese intero si è riversato in strada. Impotente di fronte a un fenomeno ingovernabile. E una grande agitazione ha avvolto tutti. «Compreso chi stava camminando fuori», racconta Rita Cammarata.

È ormai da due anni che la Valdelsa convive con le scosse telluriche, eventi che, al massimo, sono arrivati a toccare magnitudo 4.1, sempre (per fortuna) senza gravi danni. Ma sempre con grande spavento perché è impossibile abituarsi al terremoto. Così anche ieri sera, come a ad agosto e dicembre 2014, a marzo e a settembre 2015, a migliaia sono fuggiti chi da casa, chi dal luogo di lavoro. A Castelfiorentino ma anche a Certaldo, a Empoli, a Vinci e a Fucecchio. Le piazze si sono riempite: l’agitazione e il tremore sono stati palpabili. «Abbiamo sentito piatti, bicchieri, lampadari che si muovevano e facevano rumore - racconta Anna Cicilano in piazza del Popolo a Castelfiorentino - come se qualcosa bollisse sottoterra». Accanto a lei Maria Messina che aggiunge: «Ero in ufficio, i fogli e le penne sono finite tutte in terra». Nel negozio “I mastri dell’arte bianca” Sebastiana Tripodi ha sentito «il bancone che si spostava». «Ho pensato che facessero confusione dal piano di sopra - aggiunge - ma poi ho visto che dai negozi di fronte stavano fuggendo tutti». Ieri sera in piazza, a Castelfiorentino, c’era anche chi il terremoto lo aveva vissuto in maniera ancora più drammatica. «Nel 1980 ho vissuto quello dell’Irpinia- ricorda Carmine Perrone - non posso dimenticare gli alberi che si piegavano fino a terra. Ora ho avuto un’altra botta al cuore».

La sala operativa dell’Unione dei Comuni è stata aperta. «E abbiamo dato il via alle verifiche - spiega il delegato della protezione civile Paolo Masetti, sindaco di Montelupo». Decine le chiamate arrivate ai vigili del fuoco che sono usciti per controlli di stabilità e verifiche sui tetti. Tra gli interventi più impegnativi, uno alla scuola Machiavelli di Montespertoli dove si temeva una fuga di gas. Ma, dopo un controllo dei tecnici dell’azienda fornitrice, non sono state rilevate criticità. Ritardi, invece, sono stati registrati sulla linea Empoli- Siena perché la scossa ha provocato un danneggiamento al passaggio a livello di Granaiolo.

Giacomo Bertelli

Lucia Aterini

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