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Nuovo blitz dei carabinieri spacciatori in fuga nel bosco

Nuovo blitz dei carabinieri spacciatori in fuga nel bosco

Non si ferma l’offensiva per “liberare” le Cerbaie dal mercato della droga Buoni risultati a Massarella ma la zona di Torre è ancora in mano ai pusher

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FUCECCHIO. Ancora carabinieri a caccia degli spacciatori nei boschi delle Cerbaie: non si ferma, infatti, la battaglia delle forze dell'ordine per debellare questo odioso fenomeno, che in alcune zone sta regredendo mentre in altre purtroppo persiste.

Nell'ultimo blitz (che non rientra tra quelli organizzati con i rinforzi da Firenze) in ordine temporale i militari hanno messo in fuga almeno tre personaggi sospetti che si aggiravano nei boschi delle Cerbaie. Anche alcuni cittadini hanno notato la presenza dei carabinieri e poi hanno visto scappare tra le fronde gli spacciatori. C'è da dire che la lotta senza quartiere a questa piaga va avanti da un paio d'anni, con fortune alterne; le forze dell'ordine hanno man mano moltiplicato gli sforzi, portando a compimento numerosi arresti ed altrettanti sequestri di sostanze stupefacenti (magari sotterrate), grazie anche all'impiego delle unità cinofile, fondamentali nello stanare la droga nascosta. Purtroppo, però, chi sta dietro questo mondo illegale è bravo e rapido nel trovare nuova manovalanza da rispedire nei boschi, magari mandandoci ragazzini appena maggiorenni, come è già successo.

Nella zona di via delle Cerbaie - la principale strada che attraversa Massarella - il fenomeno dello spaccio è decisamente in calo; non è così tra via di Rimedio e via Montebono, nella zona di Torre, dove gli spacciatori continuano ad imperversare. E il sistema è sempre lo stesso: grazie ad alcuni segnali riconoscitivi (come un fischio), il pusher esce da uno dei tanti sentieri del bosco e fornisce la dose al cliente, per poi sparire nel giro di pochi attimi.

Ma c'è anche una variante a questa strategia, perché gli stessi militari hanno già beccato chi - invece di rimanere nel bosco - faceva avanti e indietro con l'auto, attendendo la chiamata del cliente (anch'egli in auto) per poi tornare nel bosco a prendere la dose sotterrata e consegnarla - dietro pagamento - al consumatore. Si tratta di invisibili, che girano armati con grosse scuri per difendersi dalle bande rivali e che impauriscono puntualmente i frequentatori "normali" del bosco, come i cercatori di funghi.

Senza dimenticare che dietro alcuni incendi boschivi estivi c'era la mano di questi malviventi, che si fanno gli sgarbi senza pensare alle nefaste conseguenze, perché quest'anno a Pinete in sette giorni ci sono stati tre incendi, che hanno richiesto l'intervento di centinaia di uomini e degli elicotteri. Insomma, per essere degli invisibili, sanno lasciare il loro zampino e in molte maniere. (m.s.)

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