Il presidio
Rivoluzione con 54 milioni
La metà per il San Giuseppe, demolito e ricostruito il Santa Verdiana a rischio crollo
EMPOLI. Un piano da 54 milioni di euro per rivoluzionare la sanità nell’Empolese Valdelsa e nel Valdarno. Attraverso la ristrutturazione del padiglione H del San Giuseppe (dove il cantiere è fermo da mesi). Ma anche con la demolizione e ricostruzione dell’edificio del Santa Verdiana di Castelfiorentino chiuso da anni per problemi sismici e statici, e che rinascerà con nuove funzioni. Ma anche una rete capillare di Case della salute in tutti i Comuni, il potenziamento del Centro artroprotesico di Fucecchio, dove saranno raddoppiati gli interventi. Una rivoluzione da supportare anche attraverso l’incremento di personale medico, amministrativo e tecnico, per un totale di 162 nuove unità. Una maxi-operazione illustrata l’assessora regionale Stefania Saccardi, che ha snocciolato numeri e cronoprogrammi (contenuti nel patto firmato con Asl e tutti i sindaci), fissando il traguardo: tutto pronto entro la fine del 2020. E tutto finanziato con soldi pubblici. Niente project financing. Eppure la strada del coinvolgimento dei privati sembrava l’unica percorribile fino a pochi mesi fa: «Ma poi abbiamo fatto la riforma sanitaria e messo a punto un programma quadriennale, basi fondamentali per un piano di questo tipo. E poi c’è la mia convinzione: gli investimenti sulla sanità devono essere garantiti con soldi pubblici». E un “messaggio” ai sindacati: «Si lamentano sempre. Ma quando abbiamo fatto la riforma, ci siamo impegnati a fare assunzioni e stabilizzazioni. Questo accordo lo stiamo rispettando. Qui investiamo 2,5 milioni per nuovo personale medico, amministrativo e tecnico».
Ruspe a Castello. Il colpo di scena principale riguarda il destino della “parte nuova” del Santa Verdiana. Un gigante di cartapesta realizzato quarant’anni fa accanto alla struttura del 1893. Ma quando nel 2013 (3 anni dopo una ristrutturazione da 1,5 milioni) furono effettuate le verifiche antisismiche e statiche, la palazzina non superò l’esame: cemento scadente, rischio crollo. Scattò il trasloco, fino alla definitiva chiusura. E l’abbandono inesorabile, nonostante gli annunci e le promesse. Ora la Regione mette sul piatto 8,5 milioni per la demolizione (da 1,5 milioni) della struttura (compresa la palazzina utilizzata come deposito), che sarà sostituita da un nuovo edificio con 12 posti letto per le cure intermedie, 8 posti di hospice (dedicata al ricovero di malati terminali) e un centro con dieci posti letto per la gestione dei disturbi alimentari con attività diurna, riabilitativa e semi residenziale a servizio di tutta l’Asl Toscana Centro. Sarà dunque realizzata un’area completamente nuova di 2.200 metri quadrati accanto agli edifici dedicati all’attività diagnostica, specialistica, riabilitativa e prelievi e dove sarà trasferito anche il Centro di igiene mentale, ora situato in un’altra palazzina, che sarà venduta. «Il nuovo codice degli appalti - spiega Saccardi - ci impone di andare a gara col progetto esecutivo, mentre prima era sufficiente il preliminare. E questo influisce sulle tempistiche dell’inizio dei lavori. L’obiettivo è di aprire il cantiere a giugno 2018, per arrivare all’inaugurazione due anni dopo».
Riparte il San Giuseppe. Una tempistica identica per concludere l’intervento sul blocco H (il vecchio ospedale) di Empoli. Il cantiere è abbandonato da mesi. E - finalmente - un mese dopo aver ricevuto le nostre domande sul destino della struttura, la Regione spiega i suoi programmi. L’intervento è stato suddiviso in due lotti: il primo riguarda il recupero di cinque piani e con il secondo si interverrà sui piani restanti. All’interno dei cinque piani (front- office, servizio sociale, psicologia, diabetologia) dell’edificio saranno trasferite le attività attualmente presenti nel distretto di via Rozzalupi, che sarà venduto su una base di 3,3 milioni. Accoglierà anche alcuni servizi ospedalieri a carattere diurno come la dialisi (trasferita da San MIniato) che potrà articolarsi in dialisi peritoneale, plasmaferesi, riabilitazione ambulatoriale e poliambulatorio. Ma anche la neurologia (da Castelfiorentino) e la dermatologia (da Fucecchio) La ristrutturazione del padiglione "H" (9 piani) ammonta a circa 27milioni e 500mila euro; di cui per il primo lotto 20 milioni di euro.
Il Degli Infermi. Continuerà ad essere struttura ospedaliera l'ospedale di San Miniato, che è anche un importante polo riabilitativo. Nel futuro ospiterà anche un reparto di 16 posti letto di lungodegenza per coloro che non sono in grado di rientrare a casa dopo ricovero ospedaliero per un evento acuto e hanno ancora necessità di cure mediche.
Il Cesat raddoppia. Il San Pietro Igneo di Fucecchio, costituisce un centro di riferimento regionale per l'artroprotesi; un'eccellenza nello scenario della realtà ortopedica toscana la cui attività sarà ulteriormente potenziata con il pieno utilizzo delle attuali sale operatorie e di tutti i posti letto disponibili (in totale 44). Le équipe ortopediche della Asl Toscana centro sposteranno all'interno del Centro una parte della loro attività elettiva così da raddoppiare gli interventi di chirurgia protesica (che passeranno da 800 a 1.600 all’anno) per abbattere le liste di attesa. «Gli attuali posti - sottolinea Luca Nardi, direttore delle rete ospedaliera - sono sufficienti. Se sarà necessario, comunque, inizieremo ad utilizzare anche il secondo piano, che non ha bisogno di interventi strutturali e che può garantire altri 22 posti».
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