Il Tirreno

Empoli

cattiva scuola

«Noi, soli e... assetati», protesta al Checchi con decine di studenti

di Marco Sabia
I ragazzi del Checchi con lo striscione “Abbiamo sete di giustizia” davanti all’istituto (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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I ragazzi del Checchi con lo striscione “Abbiamo sete di giustizia” davanti all’istituto (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Prof mancanti, orari provvisori, preside a metà col Ferraris di Empoli e i distributori automatici sono fuori uso da un anno. Non c’è neanche il segretario amministrativo: «Gli insegnanti fanno il massimo ma il loro lavoro viene vanificato dalla burocrazia»

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FUCECCHIO. Scatta la protesta all'istituto superiore Arturo Checchi di Fucecchio, dove ieri mattina molti degli studenti hanno deciso di non entrare per manifestare contro alcune criticità: l’assenza tuttora di alcuni professori, il fatto che questi ultimi vengano sostituiti anche a metà anno, la difficoltà ad avere un dirigente di riferimento con cui parlare e - non ultima - l'impossibilità di servirsi delle macchinette per caffè e bevande, inattive e fuori uso da mesi, con i ragazzi che sono obbligati a partire da casa già riforniti d’acqua.

A decine si sono radunati davanti al plesso che ospita il liceo e l'Igea e che - insieme alla sede centrale e alla distaccata del Moda - compone l'istituto Checchi, ora diretto da Daniela Mancini, che ne ha la reggenza, essendo già preside del Ferraris Brunelleschi di Empoli. In poche parole il Checchi di Fucecchio non ha un "dirigente tutto suo" e questo è uno dei problemi lamentati dagli studenti, perché la preside deve dividersi tra il Ferraris e i tre plessi fucecchiesi, per un totale di oltre 2000 ragazzi. E manca anche il cosiddetto direttore dei servizi generali ed amministrativi, la figura più rilevante nell'organigramma scolastico dopo il preside (o dirigente scolastico che dir si voglia). E' una sorta di "segretario", per farla breve, con importanti mansioni e responsabilità. Una figura che doveva esserci ma che per il momento è stata accantonata e non è chiaro se dal provveditorato arriverà il via libera. Questa assenza rallenta tutti gli iter burocratici scolastici, sovraccaricando di lavoro il dirigente scolastico.

Insomma questi ragazzi, a sentirli parlare, si sentono un po' soli: «In alcune classi - spiegano Leonardo Vanni e Giuseppe Liguori, rappresentanti d'istituto - mancano ancora i professori. E si tratta di classi quinte, che vanno verso la maturità. In altre, invece, c'è il rischio che a metà anno alcuni professori vengano trasferiti e si debba ricostruire tutto il rapporto con chi arriverà. Oltretutto abbiamo difficoltà anche a parlare con la preside, che ha già un'altra scuola da dirigere. La nostra non è una protesta contro la nostra scuola, tutt'altro: dobbiamo essere messi in grado di poter stare nel miglior modo possibile qua dentro e speriamo che questa protesta serva a far capire a chi di dovere che non è possibile non avere ancora gli insegnanti, specie se sei in quinta e vai verso la maturità. Abbiamo professori che si sbattono per insegnarci le loro materie ma anche per darci dei valori che vadano oltre ma poi tutto viene vanificato dalle istituzioni. Questa non è il modo giusto di fare buona scuola».

E poi c'è anche un'altra situazione, la ciliegina sulla torta, come spiega Amarildo Xhixha: «Da un anno non funzionano le macchinette automatiche, quelle per il caffè o per le bevande. È chiaramente un problema secondario rispetto a tutto il resto ma se qui un ragazzo si scorda la bottiglietta d'acqua a casa non la può acquistare. Oltretutto le macchinette sono fuori uso ed emanano un odore non piacevole». Ma tutti questi problemi da dove nascono?

A spiegarlo è la dirigente Daniela Mancini: «Confermo che mancano ancora alcuni docenti, come in tante altre scuole. Per quanto riguarda la figura del direttore dei servizi generali ed amministrativi al momento non è prevista, lo era ma per ora è stata accantonata, poi vedremo cosa ci diranno dagli uffici di Firenze. Sul discorso delle macchinette non funzionanti è scaduto il contratto di fornitura, dobbiamo rifare le pratiche per la nuova gara». La protesta dei ragazzi del Checchi è andata avanti per circa due ore, poi gli studenti che hanno deciso di non entrare sono tornati a casa. Al plesso in via Checchi sono arrivati studenti da tutte e tre i plessi; una piccola parte è anche entrata in aula, soprattutto fra quelli più piccoli, accompagnati dai genitori. E non è escluso che nei prossimi giorni gli studenti del Checchi tornino a manifestare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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