Il Tirreno

Empoli

Muore operaio di 67 anni

di Marco Sabia e Francesco Turchi
Muore operaio di 67 anni

È caduto da una finestra di una fabbrica abbandonata a Stabbia

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CERRETO GUIDI. Voleva far scivolare un container giù dalla maxi-finestra, da un’altezza di quasi sei metri. È salito al primo piano dell’azienda abbandonata, mentre il suo datore di lavoro è rimasto all’esterno, alla guida di un escavatore. L’operaio si è messo a fianco del container per completare l’operazione. Ma è precipitato nel vuoto, sbattendo la testa a terra. Giuseppe Lanzillotta, 67 anni, di Prato, è morto praticamente sul colpo. L’unico testimone della tragedia, il titolare della Welding Service srl, è sceso dal mezzo. Si è avvicinato al corpo dell’amico, in un lago di sangue. Ha chiamato il 118, ma quando l’automedica e l’ambulanza della Misericordia di Fucecchio sono arrivati sul retro della vecchia Manifattura di Stabbia in via Francesca, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaio, ex imprenditore, sempre nel settore delle demolizioni.

Forse Lanzillotta ha accusato un malore, oppure è semplicemente scivolato. Tutte ipotesi al vaglio dei carabinieri della compagnia di Empoli, che hanno subito avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente mortale.

I militari della stazione cerretese hanno parlato a lungo con il titolare dell’azienda fiorentina, che aveva ricevuto l’incarico dalla curatela fallimentare della Manifattura: la Welding Service, specializzata nelle demolizioni industriali, navali, ferroviarie, nel recupero e commercio di rottami ferrosi e metalli e pulizie ambientali in genere. avrebbe dovuto “ripulire” completamente il capannone chiuso da otto anni.

Per questo i due - nei giorni scorsi - avevano portato nei pressi del capannone anche un escavatore con la pinza demolitrice.

E ieri pomeriggio sono arrivati a Stabbia, nel comune di Cerreto Guidi, a bordo di un furgone, portandosi anche il cane. «Avevamo appena iniziato - racconta il titolare della Welding, Raffaele De Martin De Tomas -. Giuseppe aveva grande esperienza, eravamo amici da una vita. Sono salito sull’escavatore, volevamo far scivolare giù quel container, collegato a un aeratore. Lui si è messo a fianco, vicino alla finestra, per aiutarmi. Ma all’improvviso l’ho visto volare giù. È stato terribile: non so cosa possa essere successo. So soltanto - racconta l’imprenditore sotto choc - che quando siamo arrivati stava bene, non aveva problemi di salute».

E ha trovato la morte mentre stava lavorando. Forse anche a causa di un malore. Ma probabilmente anche per l’eccessiva sicurezza figlia di tanti anni di esperienza nel settore delle demolizioni di impianti e macchinari. Perché - almeno secondo quanto è emerso dai primi accertamenti - Lanzillotta non aveva l’imbracatura e il volo nel vuoto da un’altezza di 5,60 metri non gli ha lasciato scampo.

Un aspetto, quello relativo al rispetto delle norme sulla sicurezza, che - insieme ad altri - dovrà essere chiarito dai tecnici del servizio prevenzione sui luoghi di lavoro dell’Asl Toscana Centro. Che - oltre ad ascoltare la versione del titolare della Welding Service, hanno effettuato i rilievi, sia sul mezzo rimasto all’esterno della vecchia fabbrica, sia nel capannone-fantasma, per fare luce su un episodio che ha ancora molti lati oscuri.

Intanto, proprio con questo obiettivo, il magistrato di turno ha disposto l’autopsia, che sarà effettuata nelle prossime ore all’istituto di medicina legale di Firenze e che servirà a chiarire le cause del decesso di Giuseppe Lanzillotta, originario di Fuscaldo (Cosenza), che in passato, prima di essere assunto come dipendente dalla ditta fiorentina, era stato a sua volta imprenditore, a capo della “Autodemolizioni Prato recuperi” in via del Pozzo, costituita nel 1999 e dichiarata fallita nel 2011.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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