Il presidio
Rissa per una ragazza molestata, denunciati sette giovani
Lo scontro avvenne tra due gruppi alla discoteca Jump di Montelupo, in venti coinvolti con alcuni feriti L’autore del palpeggiamento rischia l’incriminazione anche per violenza sessuale
MONTELUPO. Con la complicità dell’alcol la toccava in maniera pesante, più volte durante quella sera al Jump. Le palpeggiò il seno e altri parti del corpo. Alla fine lei, la vittima, dopo avergli detto più volte di smettere, chiamò alcuni suoi amici. E la serata, partita con l’intenzione di divertirsi, finì con le botte. Dopo quasi un anno dal fatto, era il settembre scorso, la polizia ha concluso l’indagine per quella rissa a cui parteciparono più di venti persone. E ne ha denunciate sette per rissa aggravata. Non solo: ci potrebbero essere sviluppi più pesanti per il ragazzo che fece partire la miccia della violenza in discoteca.
Era un fine settimana e come al solito nel locale di via Arti e mestieri, a Fibbiana, c’erano centinaia di ragazzi. Uno di questi, come ha ricostruito il commissariato diretto dal dirigente Francesco Zunino, 23 anni, residente nell’Empolese, aveva esagerato con l’alcol. Da qui le pesanti avances e poi le mani sul corpo della ragazza che era con un altro gruppo di amici.
Una volta, due volte, tre volte: mentre lei stava ballando lui si era avvicinato e l’aveva palpeggiata senza ritegno. La ragazza, che non lo conosceva, lo aveva respinto con maniere forti ma non tali da farlo desistere da quel comportamento oltraggioso.
Alla fine, offesa e allarmata, aveva chiesto aiuto agli amici con i quali era arrivata nella discoteca poco prima. Da qui lo scontro tra i due gruppi, quelli chiamati dalla vittima delle molestie e gli altri che erano con il ventenne empolese. Prima si erano affrontati con le parole scambiandosi minacce e offese. Gli animi si erano surriscaldati e la diatriba verbale non era riuscita a sanare il contrasto. Anzi i due gruppi erano divenuti così “carichi” che in una decina di minuti erano passati dalle parole ai fatti. E i ragazzi si erano presi a botte. Pugni e calci che avevano fatto intervenire il personale addetto alla sorveglianza del locale. I ragazzi, oltre venti da quanto ricostruito dalla polizia, furono fatti uscire dal Jump. Ma il confronto fisico non era finito. E i due gruppi continuarono ad affrontarsi fuori. Fino all’intervento della polizia. E il trasferimento di alcuni al pronto soccorso per le ferite riportate. Da qui il lavoro dell’unità anticrimine diretta da Danilo Di Stefano che in questi mesi ha ricostruito il fatto, il movente e soprattutto ha identificato chi aveva partecipato. Gli investigatori hanno visionato tutti i filmati delle telecamere della videosorveglianza, hanno raccolto le testimonianze del personale addetto alla sicurezza. Fino a dare un volto ai sette giovani che vivono tra Empoli, Castelfiorentino e San Miniato. E sono sia italiani che di origine albanese e polacca. Hanno dai 24 ai 21 anni, uno ne ha 34. Per l’autore del palpeggiamento potrebbe scattare l’accusa di violenza sessuale se il magistrato riterrà di inquadrare il palpeggiamento della ragazza come un atto osceno in luogo pubblico.
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