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Parco agricolo sull’Arno grazie agli studenti
EMPOLI. Un progetto green e di stampo europeo porterà in tre comuni dell'aria fiorentina la realizzazione di un parco agricolo prefluviale. Il fiume Arno, ovviamente, sarà l'attore principale e darà...
EMPOLI. Un progetto green e di stampo europeo porterà in tre comuni dell'aria fiorentina la realizzazione di un parco agricolo prefluviale. Il fiume Arno, ovviamente, sarà l'attore principale e darà sostentamento alla parte agronomica del parco regalando alla cittadinanza prodotti a chilometro zero e da impiegare in numerosi servizi al cittadino. Il progetto "Coltivare con l'Arno" promuoverà la realizzazione di un parco agricolo prefluviale in modo che tutta la cittadinanza ne possa godere. Un pool di tecnici ha infatti plasmato la sfera utilitaristica con quella agronomica andando a generare la concezione di uno spazio tra i comuni di di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa che possa essere di slancio per la cittadinanza. Nella costruzione del progetto anche una fetta di Empoli ne ha fatto parte, visto che il dipartimento universitario adibito alla realizzazione del parco agricolo è stato proprio quello di Urbanistica di Empoli. «Il progetto è nato nel 2012 grazie alle facoltà di Agraria e Architettura che promuovevano una progetto di riqualificazione agricola nell'area prefluviale dell'Arno tra i comuni di Firenze, Lasta a Signa e Scandicci - ha spiegato la professoressa Daniela Poli di Urbanistica - con gli studenti di Empoli abbiamo redatto molti documenti, fatto incontri e seguito la fase di progettazione, quindi possiamo dire che questo grande progetto sia veramente passato da qui».
"Coltivare l'Arno" si profila come un'avanguardia in ambito di riqualificazione ambientale ed agraria: attraverso conversioni già siglate con Città Metropolitana, Regione, enti comunali, Cia, Coldiretti e agricoltori di queste zone, si dovrebbe arrivare alla totale riqualificazione di questi luoghi prefluviali (alcuni dei quali abbandonati), per poter essere coltivi e regalare frutti alle città dell'area. «Crediamo che, qualora riuscissimo a strutturare questo parco, si tratterebbe di una grande strumento per la gestione del territorio, e che vedrebbe partecipare per uno scopo comune i cittadini e le aziende di questa lingua di terra. Tramite il progetto di riqualificazione vogliamo ristabilire il vecchio rapporto tra campagna e città attraverso un nuovo sistema rurale. Vorremmo che in questo parco agricolo venissero coltivati i prodotti da destinare a mense scolastiche, le mense dell'ospedale e del carcere, oltre che per tutti i cittadini che vogliano comparare quei prodotti a chilometro zero». I ragazzi di Urbanistica (guidati dalla professoressa Poli e coadiuvati dal dottor agronomo Alessandro Trivisonno) hanno dunque dato vita ad un progetto di rilevanza sia sociale che agricola. Attraverso la coltivazioni di questo zone, si potranno vedere due benefici: il primo è che le zone incolte verranno riportate a decoro. I secondo, poi, è che le mense cittadine potranno usufruire di prodotti a chilometro zero.
Chiara Capezzuoli
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