Il Tirreno

Empoli

Salvato a 16 anni dopo lo scontro di gioco

di Francesco Turchi
Salvato a 16 anni dopo lo scontro di gioco

Colpito da attacco epilettico e in arresto respiratorio, decisivi staff medico e Misericordia: «Così lo abbiamo rianimato»

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EMPOLI. Si è scontrato con un compagno di squadra ed è crollato a terra privo di sensi, sbattendo la testa. L’azione è proseguita ma gli occhi di tutti sono rimasti puntati su di lui, colpito da una crisi epilettica. Che ha fatto calare il gelo nell’impianto. Ma non ha fatto perdere la lucidità ai sanitari, che gli hanno salvato la vita. I massaggiatori delle squadre e il personale della Misericordia si sono trasformati nei suoi angeli: sono intervenuti subito e lo hanno rianimato. Poi è atterrato il Pegaso, che l’ha trasportato a Careggi, dove è tuttora ricoverato.

Un pomeriggio di ansia e paura, quello di ieri, al centro sportivo di Monteboro, dove si stava giocando la partita tra l'Empoli di mister Alessandro Birindelli e il Torino, recupero della terza giornata del campionato Under 17.

Erano passati appena cinque minuti dal fischio d’inizio, quando l’aspetto agonistico è stato spazzato via da uno scontro che ha fatto temere il peggio.

I due compagni di squadra granata si sono avventati su un pallone vagante e poi sono caduti a terra: nell’impatto uno dei due ha sbattuto la testa contro il corpo del coetaneo e poi anche sul terreno di gioco. «Ci siamo precipitati in campo, senza neanche aspettare l’ok dell’arbitro, perché il ragazzo era disteso, in preda a spasmi». Francesco Marino, fisioterapista, era in panchina accanto a mister Birindelli, ed è stato il primo a intervenire insieme al massaggiatore del Torino. E al personale della Misericordia di Empoli, che era in servizio a Monteboro.

Una situazione drammatica, dove però la presenza di personale qualificato (sia in panchina che a bordo campo) ha fatto la differenza. Il centro sportivo è dotato - come previsto dalla nuova normativa - di un defibrillatore semiautomatico, con un addetto (che ha seguito il corso di formazione), pronto ad utilizzarlo.

Lo strumento è stato anche attaccato, ma non è stato necessario azionare la scarica elettrica. Perché il cuore del sedicenne ha continuato a battere da solo: «Era in arresto respiratorio a causa di un attacco epilettico post-traumatico - spiega Marino -. Gli abbiamo praticato il massaggio cardiaco e aiutato nella respirazione. Poi, gradualmente, ha iniziato a riprendersi».

Nel frattempo è arrivata anche l’automedica di stanza all’ospedale San Giuseppe ed è stato allertato anche l’elisoccorso, che è atterrato in campo.

Il giovane è stato stabilizzato e trasportato a Careggi con Pegaso. E a Monteboro sono arrivati anche i carabinieri di Empoli, per ricostruire l’accaduto.

La partita è stata prima sospesa per permettere i soccorsi e poi - considerata la gravità dell'infortunio - definitivamente rinviata, con i ragazzi che, ovviamente, erano sotto choc, così come tutti i presenti sugli spalti di Monteboro, che hanno seguito con un mix di angoscia e speranza l’intervento dei soccorritori. I granata sono subito ripartiti per Torino, in attesa di notizie dall’ospedale di Careggi. Che sono arrivate, dopo un paio di (lunghissime ore).

Gli accertamenti effettuati in seguito al forte trauma cranico rimediato nello scontro, hanno dato esito negativo e le condizioni del ragazzo sono in miglioramento: in tarda serata è stato raggiunto dai familiari e ha trascorso la notte in ospedale sotto osservazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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