Il presidio
Preoccupazione per il blocco del polo a S. Matteo
Per i lavoratori di Ceralia le preoccupazioni sul rinnovo del contratto nazionale non sono le uniche. Sullo sfondo, infatti, rimane tutta la partita relativa all'avvio del nuovo polo di San Matteo,...
Per i lavoratori di Ceralia le preoccupazioni sul rinnovo del contratto nazionale non sono le uniche. Sullo sfondo, infatti, rimane tutta la partita relativa all'avvio del nuovo polo di San Matteo, nella zona di Granaiolo, dove si dovrebbe trasferire la produzione al momento fatta a Montaione. Un progetto annunciato da ormai sette anni e che ancora non è stato realizzato a pieno (nello stabilimento di San Matteo, infatti, è attivo il mulino di proprietà della famiglia Tognetti, ma non ancora la produzione di pane e affini). «Non neghiamo le nostre preoccupazione - affermano Francesco Baccanelli (nella foto) della Flai Cgil e Triestina Maiolo della Uila Uil - lo stabilimento di Montaione non è nuovo e presenta delle problematiche. Il trasferimento in un polo completamente nuovo con macchinari più all'avanguardia sarebbe importante. Tuttavia, nonostante da anni ormai chiediamo incontri con la proprietà, ancora non ci sono state fornite delle informazioni precise: non sappiamo quando aprirà, né se davvero ci saranno degli incrementi occupazionali». Le stime iniziali parlavano di cento nuove assunzioni, ma molte cose nel frattempo sono cambiate. «Tanto per cominciare nella produzione - continuano i sindacalisti - quando il progetto venne presentato il mercato richiedeva un certo tipo di prodotto, mentre adesso si è spostato su pezzi diversi. Ciò ha comportato delle modifiche ai piani. Inoltre, da quando la proprietà di Cerealia è rimasta in mano unicamente ad Unicoop , stanno cercando un imprenditore che faccia il produttore dal momento che la loro attività principale è quella di distributori. E poi di certo il gap infrastrutturale della Valdelsa non ha certo facilitato le cose».
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