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Il caso-Regeni fa litigare il Pd e l’opposizione a Empoli
EMPOLI. Prima Trieste, ora Empoli. Il vento della polemica arriva anche in città ed è legato alla tragica fine di Giulio Regeni, il giovane italiano morto in circostanze misteriose in Egitto. Ad...
EMPOLI. Prima Trieste, ora Empoli. Il vento della polemica arriva anche in città ed è legato alla tragica fine di Giulio Regeni, il giovane italiano morto in circostanze misteriose in Egitto. Ad accenderla i gruppi consiliari "Ora si cambia" e "Linea Civica" che accusano la maggioranza in Comune di non aver approvato un ordine del giorno presentato in consiglio. «Avevamo presentato un ordine del giorno per impegnare la sindaca Barnini e il Comune a proseguire la campagna, promossa da Amnesty international, per ottenere dal governo egiziano verità e giustizia per Giulio Regeni. Pensavamo che la lotta per la libertà e la giustizia fosse patrimonio comune della città di Empoli, da sempre attiva davvero su temi così importanti. Evidentemente ci sbagliavamo». Pronta la replica di Jacopo Mazzantini, segretario Pd: « Abbiamo ritenuto pretestuosa e del tutto inutile la richiesta rivolta all’amministrazione comunale di portare avanti una campagna dal momento che il Comune non ha mai smesso di farlo e lo testimoniano da mesi le decine di locandine gialle tuttora affisse alle finestre e alle porte del palazzo comunale con su scritto ‘Verità per Giulio Regeni". Inoltre, il Pd ha votato la mozione presentata dall’opposizione proprio nella parte in cui si chiede al Governo e Parlamento di approvare una legge che istituisca il reato di tortura. Mi pare che sia chiara la strumentalizzazione e la mistificazione dei fatti da parte dell’opposizione». Nei giorni scorsi la polemica era divampata a Trieste, dove il sindaco forzista Dipiazza aveva fatto togliere lo striscione esposto in Comune ricomparso poi sulla terrazza dell'ufficio della governatrice Debora Serracchiani (Pd). La "guerra dello striscione", a Trieste, è poi sfociata in una seduta del consiglio comunale molto agitata, tanto da finire praticamente in rissa.
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