Il presidio
Un documento esposto sull’auto se vuoi parcheggiare in centro
Il curioso meccanismo per regolare la sosta dei residenti in via della Libertà a Cerreto Guidi. La protesta: «Costoso e irrispettoso dalla privacy». L’assessore: «Studieremo sistemi alternativi»
CERRETO GUIDI. Se sei residente del centro storico e vuoi parcheggiare in via della Libertà, devi pagare il biglietto (il giornaliero costa 2 euro). Che poi va esposto al parabrezza, insieme a un documento d’identità (va bene anche il libretto di circolazione), magari coprendo in maniera artigianale il nome e cognome. In barba alla semplicità. E alla privacy. Un meccanismo introdotto dall’amministrazione comunale di Cerreto Guidi e contestato da un residente, Franco Bacci. Che spiega: «Nel periodo in cui neanche le assicurazioni auto vanno più esposte sul parabrezza in quanto le forze dell'ordine possono facilmente risalire ad ogni dato del veicolo semplicemente dalla targa, uno che abita a Cerreto Guidi, per poter usufruire di un proprio diritto deve mostrare pubblicamente sulla propria auto un documento di identità che ne certifichi la residenza. È come dire: “io sono proprietario della macchina più bella...” oppure “di quella più brutta”. Ma anche “se volete lasciarmi un messaggio nella portiera, il sig. Rossi sono proprio io”, o anche, “se qualcuno desidera importunarmi può aspettarmi proprio qui, questa è la mia auto”. Il Comune, come in ogni posto civile dovrebbe rilasciare, su richiesta del cittadino residente, un ticket permanente da pagare annualmente e da esporre al posto dei documenti personali, sul quale è riportato semplicemente il numero targa del veicolo». Questo per quanto riguarda l’aspetto legato alla privacy. E poi c’è quello economico: «A Cerreto Guidi devi sempre avere 2 euro in tasca e conti alla mano viene fuori una cifra impressionante: 48 euro al mese o se preferite 576 euro all'anno. Il bello è che te la vendono pubblicamente su un cartello come se fosse una bellissima concessione per i cittadini. Ma quanto costa essere residenti a Cerreto? E il diritto alla privacy? Volete che si rimanga o meglio abbandonare il paese?».
La replica del Comune è affidata all’assessore alla polizia municipale, Paolo Feri: «Questo sistema è stato creato, a differenza di quello presente in altri grandi comuni, pensando all'ampia disponibilità che c’è a Cerreto, di parcheggi non a pagamento vicini al centro: via de'Fossi, via Veneto e “Belvedere”. L'intento era quello di non penalizzare i residenti, lasciando loro la libertà di scegliere se utilizzare o meno i parcheggi a pagamento. Adottare i meccanismi ipotizzati dal lettore, significherebbe dover pagare sempre».
Tuttavia, al di là della questione-tariffe, Feri non chiude la porta a possibili modifiche per quanto riguarda il macchinoso - e originale - sistema di riconoscimento dei residenti, non escludendo il ricorso ai tagliandi per la sosta, con l’indicazione del numero targa, che vengono largamente utilizzati in altri Comuni: «Terremo conto delle osservazioni fatte, studiando per il futuro sistemi alternativi oltre a quello attualmente vigente».
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