Il Tirreno

Empoli

Rivoluzione a rischio torna in bilico la data summit cda-contrade

di Marco Sabia
Rivoluzione a rischio torna in bilico la data summit cda-contrade

C’era già l’ok dei presidenti per lo slittamento a giugno ma l’ordinanza sui purosangue rimette tutto in discussione

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FUCECCHIO. Il Palio di Fucecchio 2017 si correrà l'11 giugno. O forse no. Perché - sebbene i presidenti abbiano già votato lo spostamento della data (solitamente la carriera si svolgeva nel mese di maggio) - alcuni cambiamenti nel mondo del Palio potrebbero indurre Fucecchio a fare un passo indietro. Il riferimento è all'ordinanza del ministero della salute, nella quale si specifica che non si potranno più utilizzare i cavalli purosangue nei palii, salvo che in piste che hanno caratteristiche analoghe agli ippodromi. Ora, è vero che a Fucecchio si corre ormai da anni coi più lenti mezzosangue, ma questa direttiva del ministero potrebbe cambiare le sorti di altri Palii d'Italia, magari che si svolgono poco prima o poco dopo quello di Fucecchio.

Nelle mani del ministero. Il riferimento va al Palio di Legnano, che viene corso la settimana dopo quello di Fucecchio, almeno finché questo non è stato spostato di data; a Legnano corrono i cavalli purosangue, in una pista circolare ricavata nello stadio della città. La differenza la farà l'autorizzazione che arriverà o meno dal ministero delle politiche agricole, fondamentale per permettere agli altri impianti (non ippodromi) di correrci i Palii coi purosangue in deroga all'ordinanza del ministero. Qualora il ministero certificasse che nella pista di Legnano si può correre anche coi purosangue, per Fucecchio (e gli altri Palii dello stesso periodo) non cambierebbe nulla; discorso opposto se Legnano fosse costretto ad impiegare i mezzosangue, perché in questo caso il suo strapotere economico rispetto a Fucecchio gli consentirebbe di sottrarre alla piazza fucecchiese i migliori mezzosangue. Già l'anno scorso la tratta a Fucecchio è stata fatta con 13 cavalli per 11 contrade, in una situazione molto al limite. Quest'anno l'intenzione è di non trovarsi più con le spalle al muro e per questo lunedì le dirigenze fucecchiesi incontreranno il cda per discutere della situazione e programmare i prossimi passi. C'è da parlare anche della necessità di stipulare accordi con Monteroni e Pian delle Fornaci, per evitare che alle prossime corse di primavera ci siano pochi equini.

Sanzioni e dimissioni. L'associazione Palio dovrà anche trovare un nuovo componente, in seguito alle dimissioni di Manuel Spagli, che era entrato al posto dell'altro dimissionario Francesco Del Gronchio. Si tratta della terza dimissione da quando il sindaco Alessio Spinelli ha varato il suo cda da nove membri. Spagli si va ad aggiungere a Del Gronchio e a Palmiro Finamori. Ora il sindaco dovrà sostituire il consigliere. Intanto i presidenti hanno ricevuto i verdetti dei probiviri sull'ultimo Palio, che hanno portato a due diffide: una a Ferruzza (per il comportamento tenuto nel post Palio nei confronti di alcuni membri del cda) e un'altra (con l'aggiunta di 1000 euro di multa) a Cappiano per personale non autorizzato in pista. Ma ora le dirigenze dovranno rimettersi al tavolo per capire cosa fare: la "sfortuna" di Fucecchio è di essere un Palio con la tratta e non con l'ingaggio, perché involontariamente con la tratta diminuisce il potere economico che serve per attrarre i proprietari, che in alcuni casi preferiscono portare i propri cavalli a fare le riserve nei palii ad ingaggio (vedi Ferrara), invece di fargli fare i "titolari" a Fucecchio, dove i premi sono inferiori.

Legnano tira dritto. Anche se, c'è da dirlo, a Legnano vogliono continuare a correre coi purosangue, come ha spiegato Alberto Oldrini, gran maestro del collegio dei capitani: «Noi vogliamo proseguire coi puri. Stiamo lavorando per ottenere l'autorizzazione del ministero». Se la volontà di Oldrini trovasse conferma sarebbe una manna per tutti; diversamente - coi mezzosangue a Legnano - si scatenerebbe una reazione a catena che coinvolgerebbe anche Fucecchio, con eventuale nuovo cambiamento della data. La rivoluzione fucecchiese, quindi, rischia di essere mandata in soffitta da un'ordinanza che con Fucecchio - almeno direttamente - non c'incastra niente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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