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Cento lavoratori pronti allo sciopero contro i sindaci
I precari della partecipata Aquatempra che gestisce le piscine comunali di Fucecchio, Empoli, Certaldo e Montespertoli rischiano il posto senza una stabilizzazione in tempi rapidi. La Cgil: «I Comuni evitano il confronto»
EMPOLI. Contratti di collaborazione vecchi e mai rinnovati, part-time a fronte di carichi orari da tempo pieno, niente malattia e maternità, zero contributi. Questa è la situazione - variegata al suo interno - di un centinaio di lavoratori di Aquatempra, società consortile partecipata al 100% dai Comuni dell'Empolese Valdelsa che gestisce le quattro piscine comunali della zona: Certaldo, Empoli, Fucecchio e Montespertoli.
Una situazione che i sindacati vorrebbero sanare. Ma che, per ora, «i sindaci non sono stati disposti a discutere». All'orizzonte, peraltro, c'è la scadenza del bando - alla fine del prossimo anno - e in queste condizioni, nell'eventualità che ad aggiudicarsi la gestione delle quattro piscine sia una società diversa, non si potrebbe applicare nessuna clausola di salvaguardia. Così, la Cgil lancia l'allarme e promette: «O ci incontrano o passeremo ad azioni più drastiche, a partire dallo sciopero».
«Siamo di fronte ad una realtà al limite - attaccano Giovanna Malgeri e Salvatore D'Amico, rispettivamente responsabile provinciale Nidil Cgil e responsabile di zona Slc Cgil - tra questi quasi cento lavoratori ci sono le situazioni più variegate e ognuna presenta incongruenze, quando non vere e proprie violazioni dei contratti e dei diritti. Quello che vorremmo fare è entrare nel merito delle diverse questioni e cercare un accordo che possa in qualche modo riconoscere il lavoro di chi al momento è invisibile. Abbiamo avuto un primo incontro con i vertici della società ad aprile, mentre il secondo è stato prima fissato e poi annullato, senza mai essere recuperato. Nel frattempo noi ci siamo rivolti anche ai sindaci con due lettere, la prima a luglio e la seconda ad agosto scorsi. Ma ad oggi nessuno ci ha richiamati. Denunciamo la grave sordità della politica e siamo pronti a passare a iniziative più incisive se non avremo risposte a breve».
Aquatempra è stata fondata a metà degli anni '90 da una costola di Publiservizi proprio per gestire i quattro centri sportivi. Negli anni il servizio è migliorato anche grazie ai lavoratori, molti dei quali operano all'interno della società consortile da vent'anni. Le figure professionali sono diverse: dal cassiere al bagnino, fino all'istruttore. «Ci sono tre gruppi di lavoratori con problematiche differenti - proseguono i sindacalisti - il primo è costituito da coloro che sono stati stabilizzati circa 8 anni fa in seguito ad una visita dell'ispettorato del lavoro: sono una decina e hanno per lo più contratti part-time, ma lavorano quaranta ore a settimana. Quindi un secondo gruppo di 20-25 persone, per lo più bagnini, che hanno un contratto di collaborazione che in estate diventa a tempo determinato: anche in questo caso le ore inserite in contratto sono meno di quelle effettivamente svolte e comunque le tutele sono assenti per la maggior parte dell'anno. Quindi, c'è un'altra parte di lavoratori, circa 60, che hanno contratti di collaborazione sportiva che non vengono rinnovati da quasi dieci anni e che quindi sono scaduti. Sono prevalentemente istruttori che magari lavorano anche full-time e non possono organizzarsi turni e orari, ma in compenso non hanno malattia, maternità e sotto i 7.500 euro nemmeno i contributi. È evidente che c'è qualcosa che non va: noi vorremmo che il servizio rimanesse pubblico e che si continuasse a gestirlo con professionalità, ma non è possibile derogare i diritti perché gli enti locali hanno sempre meno risorse».
La Cgil vorrebbe accorciare i tempi. Tanto per cominciare se ci fossero delle stabilizzazioni entro quest'anno, la società potrebbe contare su una parte degli incentivi introdotti dal Jobs Act e non più accessibili dal prossimo anno. E poi c'è la questione della scadenza dell'appalto di gestione delle piscine, alla fine del 2017. Come accennato, senza assunzioni stabili, i lavoratori di Aquatempra rischierebbero di perdere l'impiego nel caso in cui ad aggiudicarsi la gara fosse un soggetto diverso.
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