Il presidio
Mazzoni (Asl): «Vaccinare altre 25.000 persone»
«Bene la proroga della campagna gratuita, la gente non creda ai complottisti» Il bimbo colpito dal batterio killer resta in terapia intensiva per precauzione
FUCECCHIO. Il bambino di 3 anni, residente a Fucecchio, colpito da meningite rimane in prognosi riservata al Meyer ma risponde alle terapie, è vigile ed è tranquillo. E - sempre dal Meyer - è arrivata la conferma che il piccolo è stato infettato dal meningococco ST11, variante più aggressiva e a volte letale. Ma stavolta - grazie anche al vaccino e alle cure prestate con solerzia - i medici sono riusciti a fermare il diffondersi dell'infezione. Quindi l'invito è ancora una volta a vaccinarsi, come ha spiegato il dottor Gabriele Mazzoni, responsabile del settore di igiene e sanità pubblica dell'ex Asl 11. E nel frattempo la Regione Toscana ha deciso di prorogare la campagna straordinaria di vaccinazioni dopo il 30 settembre, presumibilmente fino a fine anno (su questo ci saranno notizie certe nei prossimi giorni).
Dottor Mazzoni, è ripartita la battaglia con la meningite?
«Noi stiamo continuando a vaccinare le persone, perché il vaccino è la miglior arma che abbiamo. Sui 250.000 abitanti del territorio dell'ex Asl 11 siamo a circa 135.000 vaccinazioni, quindi oltre la metà, su un totale di 700.000 vaccinati nella nostra Regione. Però secondo me non basta ancora.
Si spieghi meglio...
«Mi piacerebbe - da qui alla fine dell'anno - fare altre 25.000 vaccinazioni. E il perché ve lo spiego coi dati. Nella fascia 11-20 abbiamo 20.000 vaccinati, pari al 75% degli aventi diritto: qui credo che si debba arrivare ad una percentuale del 90%. Tra i giovani adulti (20-45 anni), i vaccinati sono 40.000, circa il 45% del totale. E anche qui la quota dovrebbe salire al 70-75%. Oltre i 45 anni, invece, abbiamo fatto altri 40.000 vaccini, per una percentuale del 45%, che è tutto sommato accettabile. Sono gli adolescenti e i giovani adulti, invece, a doversi sottoporre al vaccino, entro novembre o dicembre, per essere coperti già da gennaio, perché sappiamo che sono loro i più esposti alla malattia. Si tratta di altri 20.000 giovani adulti e di 5.000 adolescenti, per dare due numeri.
L'ultimo caso riguarda un bimbo di 3 anni...
«È il primo caso di sepsi meningococcica che osserviamo fino all'età di 9 anni. E con la situazione epidemiologica dell'ultimo biennio i casi attesi sotto i 10 anni sarebbero stati decine o centinaia se non ci fosse stata la vaccinazione. C'è da dire inoltre che in genere l'immunità conferita da un vaccino, ancorché parziale e non capace di impedire il manifestarsi della malattia, un certo grado di protezione lo offre comunque. Le malattie stesse sono quindi quasi sempre meno gravi e soprattutto non mortali e senza esiti. Questo è ciò che auspichiamo anche attualmente per il piccolo al Meyer».
Cosa insegna questo caso?
«Da questo caso vanno tratte quindi due considerazioni: la prima è che il Meningococco C St11 è ancora almeno in parte presente e circolante nelle aree di Firenze, Prato, Pistoia e nell'Empolese-Valdarno Inferiore. Certamente in misura minore, come confermato dagli studi svolti dalla Regione Toscana in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, ma presente e potenzialmente infettante. La seconda considerazione è che il vaccino è efficace, capace cioè di proteggere dalla malattia, ma anche di attenuarne il decorso e gli esiti nei casi di minor risposta».
Nonostante ciò qualcuno continua a non vaccinarsi. Perché ?
«Vede, la scienza ufficiale si basa su studi, dati e fatti. Chi crea allarmismo, invece, è spesso un improvvisato che apre un blog con considerazioni basate sul niente, mettendo paura a chi legge e instillando il dubbio nelle persone. Io non giudico chi sceglie di non vaccinarsi o di non vaccinare il figlio ma non capisco chi diffonde notizie prive di basi scientifiche. Questi vaccini, infatti, sono sempre più depurati, non contengono la cellula batterica intera e non hanno sostanze aggiuntive pericolose. Insomma i benefici sono indubbiamente e immensamente superiori ai rischi: questo lo dimostra il fatto che non abbiamo notizia di reazioni gravi ai vaccini iniettati tramite la nostra campagna, se non un po' di febbre o di dolore al braccio, come avevamo previsto».
Ora cosa consiglia di fare?
«Assolutamente di continuare a far vaccinare i piccoli contro il meningococco C subito dopo il compimento del primo anno. Consentire anche la vaccinazione contro il tipo B nella prima infanzia. Provvedere a far rivaccinare contro i ceppi ACWY all'undicesimo anno di età o comunque nella seconda decade di vita. Vaccinarsi oltre i venti anni contro il C, almeno fino a 45 anni. Proprio per questo è stato deciso di prorogare oltre il 30 settembre la campagna di vaccinazione».
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