Il Tirreno

Empoli

Dieci ore di angoscia e paura ma era a dormire dall’amica

di Francesco Turchi
Dieci ore di angoscia e paura ma era a dormire dall’amica

Forze dell’ordine, sommozzatori e cane molecolare alla ricerca di una ragazza Era scomparsa, poi la telefonata: «Scusate, avevo il cellulare scarico»

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EMPOLI. Dieci ore di angoscia. Decine di uomini delle forze dell’ordine impegnati nelle ricerche. Sommozzatori che scandagliano il lago, il cane molecolare a caccia di tracce. Presunti indizi che fanno temere il peggio, con quel telefonino che continua a essere spento. Una città con il fiato sospeso, amici e parenti che arrivano alla spicciolata e osservano i movimenti di carabinieri e vigili del fuoco. C’è chi piange, chi cerca conforto in un abbraccio. Con il passare delle ore l’incubo prende il sopravvento sulla speranza. Il parco di Serravalle si trasforma da culla del divertimento a possibile teatro di un orrore. Che poi però, finalmente, viene spazzato via dalla corsa di un ragazzo, che scarica la rabbia e la paura in un grido liberatorio: «Ha telefonato, sta bene». E stavolta lacrime e abbracci sono carichi di gioia per il lieto fine.

La ragazza sparita nel nulla non era finita nel lago. E neanche nelle mani di qualche malintenzionato. Era semplicemente andata a dormire da un’amica a Fucecchio, senza avvertire gli amici e i familiari. Poi il suo telefono si era scaricato e così era irreperibile per tutti. Una leggerezza che ha innescato un dispiegamento di forze notevole quanto (fortunatamente) inutile. È da poco passata l’1.30 di ieri. Al Beat Festival, nel parco di Serravalle, ci sono ancora migliaia di giovani. La ventenne è in compagnia di tre amici, nella zona dei giochi per bambini, proprio a pochi metri dal laghetto. Improvvisamente - secondo quanto hanno raccontato - i ragazzi non la vedono più. Scomparsa nel nulla. Si mettono a cercarla, ma senza risultato. Con il passare dei minuti la preoccupazione sale, anche perché l’area verde piano piano si svuota. Provano a telefonarle e ripetizione, ma il suo cellulare è spento. Dopo un’ora di inutili ricerche, decidono di dare l’allarme. Polizia e carabinieri (supportati dai vigili del fuoco) passano al setaccio tutto il parco, nel cuore della notte, ma senza risultato.

Nel frattempo vengono avvertiti il fidanzato, che si precipita a Serravalle e i genitori, che sono in vacanza e si mettono subito in viaggio per tornare. Passano le ore, nessuna traccia e gli occhi degli investigatori finiscono inevitabilmente verso il laghetto. Il timore è che possa essere finita là dentro. Forse per un malore, o chissà. All’alba l’accelerata. Arrivano i sommozzatori dei vigili del fuoco da Livorno (e poi anche da Firenze) e iniziano a scandagliare il lago, sotto gli occhi anche della sindaca Brenda Barnini e del suo vice Franco Mori.

Nel frattempo i carabinieri percorrono tutto il parco, aprono gli stand del festival, cercano tra i cespugli, ma anche in un cantiere a poche decine di metri di distanza. Niente. Anzi no. Sul fondale spunta un paio di scarpe da donna. Un brivido assale tutti. Vengono mostrate agli amici: «Non sono le sue». Riprendono le ricerche, stavolta con il supporto di Gandalf, il cane molecolare di razza bloodhound, un detective a quattro zampe (dell’unità cinofila dei carabinieri di Firenze), abituato a girare l’Italia per risolvere “gialli”. Annusa una scarpa della ventenne, poi fiuta la traccia. Attraversa il parco, percorre tutta la zona che costeggia l’area-palco del festival e si ferma sulla strada, in via delle Olimpiadi. Ora c’è la (quasi) certezza che la giovane non è finita nel lago. Ma si spalancano altri scenari: è salita in macchina, con chi? Per andare dove? E quel telefono continua ad essere maledettamente spento. L’ultima chiamata, fatta a un amico, è dell’1.54. Poi più niente. Spento. Intanto scatta un nuovo allarme: «Hanno trovato un reggiseno e un paio di mutandine». La corsa, altre lacrime, poi il sollievo: è un costume, non è roba sua. Sono le 11.45. Passano pochi minuti e il telefono del fratello squilla: «Sono da un’amica, ho dormito da lei». Poi, poco più tardi, ha scritto un post su Facebook: «Mi ero persa, avevo il cellulare scarico e non ricordavo i numeri a memoria. Mi dispiace per quello che è successo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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