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«Un complotto contro di noi» Multicons ribatte alle accuse

«Un complotto contro di noi» Multicons ribatte alle accuse

Il presidente Stefano Mugnaini dopo l’indagine sui centri di accoglienza gestiti dalla cooperativa: «La procura di Firenze si è mossa perché una parte della politica vuole favorire altre realtà»

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MONTELUPO. Un attacco diretto e a 360 gradi. È’ stato quello che ha rivolto il presidente di Multicons, Stefano Mugnaini, contro parti politiche e amministrative colpevoli, a suo dire, di aver innescato l’indagine della magistratura sui centri di accoglienza per profughi che vengono gestiti dalla Servizi toscani (consorziata della coop Multicons). Un complotto, in sostanza, architettato anche contro la sua stessa persona per favorire altre cooperative. E tante «sono state di conseguenza le calunnie» che sono piovute addosso a lui e alla cooperativa.

Mugnaini, di fronte a una cinquantina di soci lavoratori riuniti nello spazio eventi della Fornace di Sammontana, ha replicato punto per punto al quadro su cui sta indagando la procura della Repubblica. «Noi assicuriamo un livello di accoglienza elevata - ha esordito - e provvediamo a distribuire più alimenti di quelli prescritti dalla stessa prefettura». «Il cibo è di ottima qualità - ha proseguito - abbiamo fatto acquisti per mezzo milione in aziende tra Empoli, Castelfiorentino e Certaldo. Se questo non va bene allora ci dovremmo rivolgere al mercato cinese». «Non si può tenere conto - spiega Mugnaini - di alcune lamentele su circa 600 profughi che abbiamo ospitato in un anno di attività». «Quasi tutti i centri sono dotati di wi-fi anche se questo non è obbligatorio - spiega ancora - ci sono corsi di italiano ma le insegnanti ci dicono che su un gruppo di dodici profughi, per esempio, spesso a presentarsi sono in tre. Noi dobbiamo segnalare queste assenze alla prefettura. Ma poi che possiamo fare?». Il sovraffollamento? Mugnaini replica: «Non dipende da noi, la prefettura è in emergenza ed è disposta anche ad allestire tendopoli. Noi ci siamo fatti in quattro per evitare questo facendo lavorare i nostri operai anche fino a tardi la sera». E poi ancora elenca i servizi messi a disposizione nei centri Multicons: psicologi, infermieri, assistenza legale per le richieste di asilo politico e con le amministrazioni pubbliche. E poi ancora corsi di teatro e musica.

Respinge le accuse sulle irregolarità nel registro delle presenze degli ospiti e anche quelle relative alle irregolarità nei contributi versati ai lavoratori.

«Noi abbiamo risposto a un bando pubblico - va avanti - se non ci fossero state cooperativa come la nostra tutte queste persone sarebbero allo sbando». «Noi rifiutiamo di essere etichettati come quelli del business - ha continuato - noi siamo una realtà che fattura oltre sessanta milioni, siamo una cooperativa sociale e abbiamo 182 soci lavoratori». E infine la stoccata finale: «Una certa parte politica ci accusa ma non ha mai visitato i nostri centri - spiega ancora - dovrebbero venire a vedere quello che facciamo. Altrimenti si deve prendere i profughi». (l.a.)

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