Truffa dei Bot, cassaforte svuotata dai falsi amici del figlio a Fucecchio
Con la scusa di verificare i buoni del Tesoro raggira due coniugi insieme a una complice per poi fuggire con soldi e gioielli. La vittima: «Mi hanno ipnotizzato a suon di chiacchiere»
FUCECCHIO. Bravi a recitare, molto scaltri. Senza scrupoli, capaci di calpestare i sentimenti. I soliti “furbi” colpiscono ancora. E a farne le spese, anche stavolta, è una coppia di anziani, raggirati e derubati in casa secondo una scaletta ormai collaudata, che viene ripresentata quotidianamente, in più varianti. C’è la versione del falso tecnico, che riesce a farsi aprire la porta con la scusa di dover fare delle verifiche. Che sia la qualità dell’acqua o il contatore. Ma va molto di moda anche il sedicente avvocato, che chiede soldi per il figlio della vittima di turno, finito nei guai. Di solito la trappola viene tesa telefonicamente e poi nella fase-2 arriva il falso carabiniere a domicilio per la riscossione.
Le varianti sono infinite, l’epilogo è identico. Anche stavolta i truffatori ce l’hanno fatta e sono fuggiti da Fucecchio con 150 euro in contanti e altri duemila in gioielli. Il colpo è stato messo a segno venerdì, intorno a mezzogiorno. La signora Vanda, 72 anni, è in casa, in via Di Vittorio, insieme al marito Rolando Fastelli.
«Non apro mai a nessuno - racconta la donna - proprio perché non mi fido. E invece stavolta...». Alla porta c’è un giovane ben vestito. Dice di essere amico di suo figlio e questo convince Vanda a farlo entrare: «Mi assicura che nella mia cassaforte ci sono dei buoni del tesoro e che deve controllare una cosa». Ha modi gentili e convincenti, dice di essere un amico del figlio, sembra una persona seria: «Mi sono fidata e ho aperto la cassaforte». Nel frattempo entra in casa anche una donna, che si rivelerà una complice. Questo distrae ulteriormente la vittima, già “ipnotizzata” dai discorsi a raffica del truffatore: «Lui parlava continuamente, poi a un certo punto mi ha chiesto di prendergli una cosa, aveva bisogno di un pezzo di nylon. Mi sono allontanata di pochi metri, per qualche attimo». E lì i due ospiti, «sicuramente italiani, dall’accento del Nord Italia», si sono trasformati in ladri, ripulendo la cassaforte. Il loro atteggiamento è improvvisamente cambiato: «Se ne sono andati in pochi secondi. E ho capito tutto, ma ormai era troppo tardi».
Sono riusciti a mettere le mani sui contanti, circa centocinquanta euro e - soprattutto - sui gioielli, dal valore affettivo che va ben al di là di quello commerciale, stimato intorno ai duemila euro. Vanda e Rolando hanno subito dato l’allarme, ma i due hanno fatto perdere le loro tracce. Si sono rivolti ai carabinieri di piazza Montanelli, ai quali hanno raccontato l’episodio e fornito l’identikit dei truffatori: «Spero tanto che li prendano».
Francesco Turchi
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