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Muore a 83 anni, donati gli organi
I familiari della donna: «Abbiamo accettato pensando a chi soffre»
FUCECCHIO. Marta Nieddu ha avuto un incidente domestico l'undici agosto scorso, quando mentre saliva le scale di casa è caduta ed ha battuto la testa. Una caduta che le ha provocato una grave emorragia al cervello, tanto che l'intervento dell'ambulanza, dell'automedica e dell'elisoccorso Pegaso non è riuscito a salvarla da un destino purtroppo segnato. La signora - che ha 83 anni - si è spenta martedì mattina nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale fiorentino di Careggi, nonostante tutti gli sforzi dei medici. La donna ha poi ricevuto l'estremo saluto nella chiesa di San Pierino. Una storia triste ma dalla quale è nata una piccola speranza, perchè la famiglia ha acconsentito a donare gli organi della signora Nieddu. Una scelta non semplice quella della famiglia della signora Nieddu: dopo un momento di riflessione, la figlia Giovanna e il marito Giuseppe hanno deciso di fare questo passo, perchè nonostante l'età avanzata gli organi della loro congiunta avevano ancora qualcosa da dare. E una scelta che la stessa figlia Giovanna ha voluto raccontare:«Purtroppo mia madre ha avuto la sfortuna di cadere in casa e battere la testa in quel modo. Quando l'abbiamo trovata abbiamo chiamato i soccorsi e devo ringraziare tutti quelli che si sono spesi per provare a salvarla, partendo dai medici e dagli infermieri della rianimazione di Careggi, veramente bravi e disponibili. D'altronde in quei reparti ci vuole tanta umanità e loro ce l'hanno dimostrata: hanno fatto il massimo ma mamma si è spenta pian piano e martedì se n'è andata. A quel punto ci hanno proposto l'espianto degli organi e noi c'abbiamo pensato un po', perchè comunque è un'operazione che comporta delle conseguenze sulla salma. Poi, però, pensando di aiutare qualcuno che soffre abbiamo accettato. Spero che quello che rimane di lei possa dare sollievo a più gente possibile, se si può salvare qualcuno va fatto volentieri, perchè sono tantissimi quelli in attesa che aspettano un organo per sopravvivere, compresi molti giovani». All'espianto degli organi ha provveduto un'equipe arrivata direttamente da Pisa.
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