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L’argento di Rachele nato nella piscina di via delle Olimpiadi
Bruni gareggiava per il Team nuoto Toscana di Empoli. L’ex coach Pistelli: "Sapevo che avrebbe tagliato traguardi importanti". Ha dedicato la medaglia vinta a Rio 2016 nella 10 km a Diletta, sua compagna nella vita che le ha dato la giusta serenità
EMPOLI. Giovanni Pistelli, allenatore del Team Nuoto Toscana di Empoli e coach per 11 anni della neo medagliata olimpica Rachele Bruni, si trova attualmente in vacanza su un'isola sperduta nel Golfo del Messico. La gara più importante nella carriera della sua "ragazza", la 10 chilometri in mare, non l'ha nemmeno vista perché non veniva trasmessa in tv e «internet va e non va». Ma cuore e mente erano nelle acque di Rio, ad accompagnare la cavalcata della sua ormai ex atleta. «Ho sempre saputo che Rachele aveva il carattere giusto per tagliare i traguardi più importanti per un nuotatore - spiega Pistelli - Una medaglia olimpica è un qualcosa di inimmaginabile, che regala la somma soddisfazione all'atleta ma che necessariamente investe anche chi sta intorno. Io Rachele l'ho praticamente vista crescere sportivamente a Empoli e allenata per oltre dieci anni, da quando aveva 11 anni fino a quattro anni fa. Il suo argento mi riempie di orgoglio».
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Le congratulazioni. E nonostante tutto - l’addio del 2012 e l'approdo al Centro sportivo dell'esercito della nuotatrice toscana - Giovanni Pistelli ha voluto subito trasmetterle quell’orgoglio. Con un messaggio che dice tanto del talento di Rachele Bruni e anche dell’esperienza di un tecnico come quello del team empolese. «Al termine della gara, quando sono riuscito a consultare internet e vedere il risultato - confessa Pistelli - ho fatto i complimenti a Rachele. Le ho ricordato di un aneddoto speciale, di quando dodici anni fa durante un meeting la presentai al ct della nazionale di nuoto, Massimo Giuliani, dicendogli che stava stringendo la mano ad una futura campionessa. Che quella ragazza, di appena 14 anni, sarebbe diventata fortissima. E così è stato». Un occhio lungo che sembra preveggenza, ma che in realtà non lo è. Semmai consapevolezza che il talento. Anche se poi per tirarlo fuori ci vuole il lavoro. «Per me questa medaglia non è certo una sorpresa - continua - Lo dissi in tempi non sospetti, ma negli anni in cui è stata ad Empoli con me ha vinto moltissimo. L'ho lasciata con sei medaglie d’oro europee, l'atleta più titolata a livello continentale».
L'addio. Poi è arrivata la rottura, quattro anni fa, con il team empolese e la decisione di spostarsi a Roma nella squadra dell'esercito con cui continua ad essere tesserata. La spiegazione dell’atleta cresciuta nella piscina di viale delle Olimpiadi fu che aveva bisogno di cambiare e che con quella squadra aveva già raggiunto il massimo. «Per me non è stato facile - spiega il coach - ma ho sempre pensato che quella di cambiare aria fosse la scelta migliore. Il rapporto, per una serie di motivi che non dipendevano direttamente da noi, si era deteriorato. Purtroppo non riuscivo più a trasmetterle ciò che volevo. Lei non stava bene e aveva bisogno di un cambiamento. Per un momento ha rischiato di rovinare la sua carriera». La testimonianza che, al netto delle medaglie e delle affermazioni, le difficoltà per Rachele Bruni non sono mancate. Un po’ come nello sport e come nella gara di due giorni fa. Quando le onde ti prendono a schiaffi e pure le scorrettezze di un’avversaria sembrano spingerti la testa sotto il pelo dell'acqua.
Il coraggio. Ma lei nel mare e nella vita ha sempre dimostrato di affrontare le difficoltà con coraggio. Fosse solo per quell'outing arrivato a fine gara, con la medaglia al collo. «Sapevo della sua omossessualità da quando era ad Empoli - racconta Pistelli - Rachele non se n'è mai fatta un problema e infatti non ha esitato a dedicare il suo successo alla famiglia, allo staff e alla fidanzata appunto. Ho conosciuto Diletta e mi è sembrata una brava ragazza, che ha saputo sostenerla e accettare la vita difficile di un atleta. Rachele ha passato un periodo complicato. Nel 2012 non si qualificò per i Giochi di Londra e nei due anni successivi non ha fatto risultati. Poi, anche grazie alla sua nuova compagna, ha saputo arrivare ad un argento olimpico».
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Il futuro. Messe da parte la soddisfazione e l’orgoglio per aver cresciuto una campionessa, Giovanni Pistelli tra qualche giorno tornerà a lavorare sui talenti del futuro. «Non è facile prevedere chi saranno i prossimi gioielli del nuoto - conclude - A Empoli abbiamo giovani davvero bravi, nel rispetto di una tradizione decennale da Simone Ercoli a Rachele Bruni stessa. In cuor mio coltivo delle speranze, ma non voglio fare nomi».
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