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«Centinaia di famiglie senza più aiuti»
Il segretario della Cgil Rossi lancia l’allarme per la fine a breve della cassa integrazione
EMPOLI. La Regione incrocia le dita per salvare le numerose famiglie toscane di cassaintegrati dall'abolizione degli ammortizzatori sociali: il progetto, che prevedrebbe l'impiego di questi lavoratori in ambiti socialmente utili, toccherà l'Empolese Valdelsa, dove circa 300 unità familiari entro la fine del 2016, vedranno cancellare gli ammortizzatori piombando così nell'incertezza più totale per il loro futuro lavorativo.
Entro la fine dell'anno cesseranno gli ammortizzatori sociali elargiti ancora alle famiglie della zona (per altre la cessazione era già arrivata mesi fa). Famiglie che potrebbero vedere sfumare questo importante introito, talvolta unica forma di sostentamento soprattutto nelle unità familiari dove si trovano più di un cassaintegrato. La situazione, come spiega la Cgil, si fa sempre più precaria e incerta per gli aventi diritto agli ammortizzatori (più di 11 mila famiglie in tutta Toscana) sia per mobilità che per Naspi: c'è bisogno di un intervento che sia forte e duraturo e che non vada a tagliare fuori altri lavoratori compromettendo in maniera negativa altre realtà lavorative. Buono il dialogo avuto con la Regione ma per ora non basta. La necessità è quella di dare alle famiglie in casa, risposte celeri, concrete e ricche di prospettive. «Siamo amareggiati per questa situazione ma speriamo che la mano tesa dalla Regione sul voler aiutare queste famiglie non sia vana - spiega Rossano Rossi segretario della Cgil - coloro che hanno bisogno degli ammortizzatori sono soggetti che più di tutti hanno patito la crisi. Esistono tante situazioni qui in zona in cui all'interno di un unico polo familiare ci sono due lavoratori che percepiscono gli ammortizzatori sociali. La nostra zona, composta da tante aziende medio piccole è stata falcidiata e sono proprio i lavoratori che più ne pagano le conseguenze». Nelle scorse settimane, dopo il definitivo taglio da parte dello Stato degli ammortizzatori sociali, il presidente della Regione Enrico Rossi aveva incontrato il ministro Giuliano Poletti per trovare un accordo. Ad oggi l'unico spiraglio che fa ben sperare, sembrerebbe essere quello di reperire risorse dai decreti correttivi del Jobs Act e di impiegare i cassaintegrati nei lavori definiti come socialmente utili. «C'è bisogno di dare risposte concrete senza dilungarsi nei tempi. Credo che dovremo discutere bene in merito a questi lavori socialmente utili - continua Rossi - perché abbiamo bisogno di tipologie specializzate di lavoratori per taluni settori e quindi diventa complesso reinserire i lavoratori in sistemi che non conoscono o per i quali non si sono specializzati. Inoltre credo che i lavori socialmente utili, dovrebbero andare a coprire servizi inesistenti e non a sostituire altri. Anche per i lavoratori dovrebbe essere così: essere delle aggiunte e non delle sostituzioni». Se infatti i cassaintegrati venissero impiegati per implementare alcuni servizi già esistenti sul territorio, si arriverebbe ad un sovraffollamento di lavoratori in alcuni settori. «Se non sono lavori aggiuntivi corriamo il rischio che i lavoratori siano dei sostituti - continua - e a questo punto sarebbe un controsenso visto avrebbero disagi altri lavoratori. Sarebbe un circolo vizioso». Ancora non è chiara la situazione per le centinaia di famiglie dell'Empolese Valdelsa che perderanno gli ammortizzatori sociali: nel frattempo l'operato di Cgil e Regione continuerà per cercare di dipanare la matassa sui lavori socialmente utili e per capire fino in fondo quale sarà il futuro di questi lavorato.
Chiara Capezzuoli
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