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La critica di Barnini: «Siamo solo gabellieri»

EMPOLI. «Mi auguro che dopo il referendum costituzionale, la legge Delrio torni all'attenzione di governo e Parlamento. Se davvero le Città Metropolitane devono assumere il ruolo di volano per la...

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EMPOLI. «Mi auguro che dopo il referendum costituzionale, la legge Delrio torni all'attenzione di governo e Parlamento. Se davvero le Città Metropolitane devono assumere il ruolo di volano per la ripresa economica, devono essere messe nelle condizioni per farlo. Nel 2016 daremo 36 milioni di euro allo Stato: così facciamo soltanto i gabellieri».

La vicesindaco Brenda Barnini non nasconde le difficoltà dell'ente, che ha di recente approvato il bilancio 2016: «Abbiamo destinato 8 milioni di euro alla manutenzione straordinaria delle strade e 4 per le scuole. Una disponibilità di risorse dovuta anche al fatto che l'anno scorso ci hanno praticamente costretti - per far quadrare i conti di fronte ai tagli del governo e all'aumento del rimborso allo Stato delle tasse riscosse - ad alzare le aliquote (Rc Auto e contributo ambientale), portandole allo stesso livello di tutte le altre Città Metropolitane. E gli effetti di quella manovra si vedranno quest’anno».

Un bilancio che è stato modificato in extremis e che ha dovuto fare i conti con un taglio ai trasferimenti statali pari a 9 milioni di euro, ripianato da un contributo straordinario del governo, proprio per scuole e strade, della stessa cifra.

E proprio a proposito dei 12 milioni per le manutenzioni straordinarie, Barnini sottolinea che erano stati inseriti tra le spese correnti, in modo da renderne più agevole l'utilizzo attraverso il ricorso agli "accordi quadro" con le imprese, ma che «in seguito alla pubblicazione del decreto enti locali, siamo stati costretti a trasferirli tra gli investimenti: tuttavia si tratta soltanto di un aspetto tecnico, quei soldi c'erano e ci sono». Poi rivendica un risultato: «Nel 2009 le spese di rappresentanza della Provincia di Firenze (pranzi, cene, fiori, regali e così via, ndr), ammontavano a 6 milioni di euro, contro i 15.000 euro del 2016».

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