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Massacrata in casa a Fucecchio, il marito condannato a 18 anni
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La villetta di Querce, Giacomo Benvenuti e Marinella BertozziIl tribunale: la morte di Marinella Bertozzi conseguenza dei maltrattamenti, il legale dell'operaio di Santa Croce sull'Arno annuncia ricorso in appello
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FUCECCHIO. Giacomo Benvenuti, l'operaio 41enne di Santa Croce sull'Arno, accusato di aver ucciso a forza di botte la moglie Marinella Bertozzi, 50 anni, di Fucecchio, è stato condannato a 18 anni. Per lui, inizialmente accusato di omicidio volontario aggravato, il reato è stato riqualificato in morte in conseguenza di maltrattamenti. La sentenza, a conclusione del processo con rito abbreviato, del tribunale di Firenze. Il pm Sandro Cutrignielli aveva chiesto l'ergastolo e l'isolamento.
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Uno dei suoi difensori, l'avvocato Francesco Stefani, ha annunciato il ricorso in appello soprattutto per chiarire gli aspetti legati al dna: sotto le unghie della donna sarebbero stati trovati altri tre profili genetici maschili. Marinella Bertozzi era morta per shock emorragico dovuto a lesioni addominali che hanno interessato vari organi il 30 ottobre 2015. Per l'accusa l'uomo l'avrebbe percossa "con immane violenza" con calci, pugni e probabilmente anche con corpi contundenti, causandole numerose fratture e varie emorragie interne.
l decesso della donna in un primo momento era stato catalogato come morte naturale. Solo la denuncia del fratello, Roberto Bertozzi, portò all'apertura di un fascicolo e all'autopsia, durante la quale i medici rilevarono anche contusioni al cranio e al collo dovute a un possibile tentativo di strangolamento, e al torace, oltre a fratture delle costole. E tanti sarebbero stati i calli ossei trovati, segno di percosse e colpi ricevuti nel tempo. Sempre secondo gli inquirenti l'uomo per anni l'avrebbe "sottomessa", anche prima di sposarla nel 2013, facendole perdere ogni margine di libera autodeterminazione, riducendola in uno stato di totale soggezione.
A chiamare il 118, il 30 ottobre 2014, era stato lo stesso Benevenuti. Ai sanitari aveva riferito di aver trovato, al ritorno da lavoro, la moglie ubriaca e di averli chiamati quando la donna aveva lo sguardo assente e sembrava non rispondere più alle domande. I soccorsi immediati furono inutili. Quando morì la donna era sotto l'effetto di alcol e tranquillanti, in cui si sarebbe rifugiata per sopportare i soprusi del marito che duravano da anni.
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