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Le vite di cinque secoli, Fiano si racconta
Tra passato e sogni una mostra nell’ex cinema a cui hanno partecipato residenti e associazioni
CERTALDO. Una mostra per tenere viva la memoria di una comunità come quella della frazione di Fiano e allo stesso tempo risvegliare l'appartenenza e la condivisione di grandi valori. Il piccolo paese della Valdelsa ha tagliato il nastro di una mostra elaborata che ripercorre la sua nascita grazie agli archivi notarili, fotografie storiche e racconti, all'interno dell'ex cinema della frazione. Una mostra nata grazie alla collaborazione dell'associazione Alfiano, il circolo ricreativo Fiano - Lucardo e la Società Storica della Valdelsa, grazie al lavoro dei responsabili Paolo Gennai e Fabio Dei. Una storia che comincia dal 1400 e arriva ai primi decenni del Novecento. Petizioni popolari, suppliche dei popolani alle autorità locali, lavori di strade, relazioni di lavori pubblici ed elenchi di famiglie, queste le principali fonti. Si è cercato di trovare quegli elementi che potessero dare un filone alla mostra: l'acqua e il pane in primo luogo, poi l'abitazione, come rifugio e luogo di convivialità della famiglia, gli spazi comuni come la piazza, la strada, il luogo dove si pregava; i servizi pubblici come il telegrafo (e poi il telefono), il medico condotto e la posta, che alla fine del diciannovesimo secolo fanno la loro prima comparsa, i punti di aggregazione come il forno pubblico, la fonte, i lavatoi e la proprietà della terra.
La frazione nasce per volontà delle ricche famiglie cittadine che abitavano a Firenze ma le cui origini sono da ricercare proprio nella campagna circostante la città. I Medici, originari del Mugello, i Machiavelli e i Guicciardini, originari di Montespertoli e i Pitti, originari di Luia. Ancora oggi, i discendenti di queste famiglie sono i proprietari delle ville fattorie di Fiano che con la propria torre caratterizzano le colline. Il paesaggio che vediamo è frutto di cinque secoli di opera di queste famiglie che hanno costituito anche il ceto dirigente di Firenze. La storia di Fiano però comincia molto prima, grazie a due fonti. La prima riguarda già una presenza degli etruschi con alcuni bronzetti vicino all'oratorio Angelo Custode, tuttora presente. I resti sono depositati al museo archeologico di Firenze. La seconda fonte risale agli ultimi anni precedenti il Mille dove si attesta la presenza di un monastero vallombrosano (nell'attuale villa dei Bing), dipendente dalla vicina abbazia di Passignano, grazie a dei documenti ufficiali. Le basi per la realizzazione di quello che poi sarà Fiano avvengono a cavallo fra il dodicesimo e quindicesimo secolo, in concomitanza con la disfatta di Semifonte, quando le famiglie più importanti, a cui si aggiungono i Gianfigliazzi, i Marucelli e Serragli, investono capitali per casa coloniche, dimore signorili, mulini e fornaci. Saranno proprio queste famiglie a commissionare ai migliori artisti del tempo le opere d'arte che oggi sono conservate nelle chiese o nei piccoli musei di arte sacra del territorio. Ora ci sono dei sogni, come quello di riavere un bar nella piazza centrale, far tornare a splendere l'ex cinema ed cercare una collaborazione con i privati per il recupero di una piccola cappella nel centro della frazione.
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