Il Tirreno

Empoli

Nessuno riusciva a curarlo, salvato da un giovane medico

di Giacomo Bertelli
Nessuno riusciva a curarlo, salvato da un giovane medico

Un anziano, Giuseppe Bassi, è guarito grazie all’intuizione del neurologo Andrea Mignarri che lo ha visitato per casualità. Il ringraziamento della famiglia del paziente certaldese

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CERTALDO. Una storia a lieto fine, una vita salvata grazie all'intuizione di un neurologo che ha scavato fino in fondo nel quadro clinico. Accade a Certaldo, dove Giuseppe Bassi, 85 anni, e il dottor Andrea Mignarri si sono incrociati per casualità. Un destino che ha sorriso al certaldese Bassi apparso all’inizio di maggio disorientato, con amnesie nel riconoscere i familiari e disorientamento, e senza averealcun sintomo particolare in precedenza. La sua malattia era l'encefalopatia di Wernicke, una sindrome neurologica che deriva dalla carenza di vitamina, la vitamina B1. Se non curata in tempo, questa malattia porta al coma e alla morte in tempi rapidi. Una fine che è stata scongiurata grazie all'imprevedibile destino che la vita ha riservato ai protagonisti di questa storia dall'happ ending.

Le figlie di Giuseppe avevano portato d'urgenza il padre in ospedale in quanto faceva fatica a camminare, alzarsi dal letto e riconoscere i propri cari. Scattano così le analisi del sangue, una tac al cervello che però non mostra sostanziali alterazioni. Bassi viene dimesso, senza però riconoscere la causa di questo malessere. «Temevamo il peggio, nostro padre si stava spegnendo», spiegano le figlie. Allora la famiglia decise di rivolgersi a un neurologo e puntano sugli studi medici Salus dove lavora da un anno Andrea Mignarri, neurologo che svolge il suo esercizio tra Siena e Certaldo nell'unità operativa di neurologia e malattie neurometaboliche. E' un colpo di fortuna quello che fa incontrare le figlie di Bassi e Mignarri, con quest'ultimo che stava partendo per un congresso a Milano: «Quel giorno non mi dovevo fermare a Certaldo, lo feci per pura casualità - spiega il medico - Alla porta bussarono le figlie di Giuseppe, disperate perché vedevano il loro padre, spegnersi ogni giorno». Il destino di Bassi sembrava segnato. Il dottor Mignarri prende a cuore la questione e visita a casa Giuseppe, sfogliando dettagliatamente la cartella clinica. Mignarri, all’inizio, non era riesciuto a darsi una spiegazione ma approfondendo la situazione venne a conoscenza dalle figlie di un particolare che si rivelerà decisivo. «Bassi nelle precedenti settimane era stato colpito da una gastroenterite che aveva causato vomito e diarrea per diversi giorni, restando quasi a digiuno per tre settimane - prosegue il neurologo - Ho pensato allora alla possibilità di una carenza di vitamina, legata a una malnutrizione». Dopo alcuni giorni di cure, la porta dello studio medico Salus di Mignarri, è scossa da un vibrante colpo di mano. Ad affacciarsi è Giuseppe Bassi, sorridente e in forma, tornato alla vita di sempre. «Non ho parole per ringraziare quest'uomo che si meriterebbe una statua» conclude Bassi con una voce piena di gioia e strozzata in gola dall'emozione.

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