Il Tirreno

Empoli

I giovani non sono “clienti” di Cgil gli utenti in gran parte disoccupati

di Alessandro Marmugi
I giovani non sono “clienti” di Cgil gli utenti in gran parte disoccupati

I risultati di un’indagine sui servizi del sindacato messa a punto dai volontari del servizio civile: la fascia sotto i trenta anni è assente perché non ha mai avuto un’occupazione

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EMPOLI. Molti contratti a tempo indeterminato ma anche tanti disoccupati. Numerosi utenti tra i 30 e i 65 anni segno che sempre meno giovani fanno parte del mondo del lavoro. Questi i risultati dell’indagine svolta dai volontari del servizio civile che negli ultimi mesi hanno prestato servizio alla Cgil e al Centro Life. Otto giovani, che oltre a dare il loro contributo all’interno della quotidianità del sindacato hanno deciso di sviluppare un questionario che nei mesi di marzo e aprile 2016 è stato sottoposto agli utenti.

Una serie di undici domandi per capire il gradimento generale dell’utenza rispetto ai servizi offerti ma anche per fare una fotografia dell’attuale situazione lavorativa nel nostro circondario. Al questionario hanno risposto 620 persone che hanno usufruito dei servizi Cgil nelle camere del lavoro di Empoli, Fucecchio, Castelfiorentino e Certaldo. Nella maggioranza italiani visto anche che gli stranieri hanno avuto molte difficoltà nel rispondere alle domande presenti sui fogli. I dati che emergono dallo studio effettuato su questo nutrito campione di persone disegna un quadro chiaro anche se non del tutto omogeneo della situazione lavorativa in buona parte dei comuni del circondario. Il primo dato che balza all’occhio è sicuramente quello che riguarda l’età degli utenti. In tutte le Camere del lavoro prese in esame la maggioranza delle persone che si presentano per richiedere un servizio va dai 31 ai 50 anni. A Fucecchio invece l’intervallo più frequente è quello tra i 51 e i 65. Pochi, pochissimi giovani dai 18 ai 30 anni, segno che per loro entrare nel mondo del lavoro è ancora decisamente difficoltoso. Ma dall’intervista emerge anche la situazione occupazionale. A Empoli dominano i contratti a tempo indeterminato che sono il 33% mentre resta una buona fetta, circa il 25% è composta dai disoccupati. Solo il 9% i contratti a tempo determinato, numeri che però sono direttamente proporzionali all’età dell’utenza che è medio alta. A Certaldo invece il dato si fa preoccupante con la porzione più ampia della torta che è formata dai disoccupati (20,69%). Seguono i contratti a tempo indeterminato intorno al 18% e quelli a tempo determinato al 16%. A Castelfiorentino invece domani la categoria “altro” che comprende in maggioranza i pensionati, seguono i disoccupati al 23% e i contratti a tempo indeterminato che si attestano intorno al 21%. Stesso discorso anche per Fucecchio dove però i contratti a tempo indeterminato superano i disoccupati. Tra i servizi più richiesti il patronato Inca e il Caaf che si prendono una buona percentuale in tutte le camere del lavoro prese in esame. Degli utenti presi in esame in media oltre il 50% è tesserato per il sindacato mentre una buona parte si dice soddisfatto del servizio ricevuto.

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