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commercio

Mille attività senza il Pos, ecco un piano per abbattere i costi

di Alessandro Marmugi
A destra la firma dell’accordo tra Nigi (Confesercenti) e Carlo Stabile (Deutsche Bank)
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A destra la firma dell’accordo tra Nigi (Confesercenti) e Carlo Stabile (Deutsche Bank)

Confesercenti dell'Empolese Valdelsa: «Commissioni alte e mancate sanzioni sono causa del flop». Firmato un accordo con Deutsche Bank per garantire ai commercianti un risparmio medio di 83 euro

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EMPOLI. «Carta o bancomat?». Quante volte ormai quando facciamo un acquisto sentiamo pronunciare questa frase dal negoziante. Forse meno di quanto ci si possa aspettare. Soprattutto nell’Empolese. Già perché nonostante il boom dei pagamenti con Carte di credito che si è registrato negli ultimi anni nel circondario gli esercenti sembrano restii a dotarsi del famigerato pos. Una buona fetta dei commercianti accetta soltanto pagamenti con contanti e assegni nonostante ormai da due anni sia in vigore l’obbligo di dotarsi del piccolo marchingegno per le transazioni di denaro elettroniche. Serve un’inversione di rotta ed ecco che Confesercenti potrebbe aver trovato il modo di incentivarla, grazie ad un accordo con Deutsche Bank che permetterà agli esercenti che utilizzeranno strumenti elettronici per i pagamenti di avere forti sconti.

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Vorrei ma non Pos. Da giugno 2014 aziende e negozi avrebbero dovuto mettersi in regola e dare la possibilità ai clienti di poter pagare i loro acquisti con carte di credito e bancomat. Un obbligo, introdotto con il decreto legge 179 del 2012 che però non sembra mai diventato tale. Nell’Empolese Valdelsa 3 attività commerciali su 10 non utilizzano il Pos. Facendo una stima circa 1.000 esercizi (compresi professionisti e artigiani) sono sprovvisti del dispositivo elettronico. Si tratta nella maggioranza dei casi di piccole o piccolissime azienda ma non mancano nemmeno grandi ristoranti o attività di più ampio respiro. «I motivi che portano i negozianti a non dotarsi del Pos sono principalmente due – spiega Lapo Cantini coordinatore di Confesercenti per l’Empolese -. Il primo è la mancanza di sanzioni, esiste l’obbligo di avere il dispositivo ma non vi sono multe se uno ne viene trovato sprovvisto. Il secondo grande problema sono i costi delle commissioni bancarie che i negozianti devono sostenere».

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Meno costi, più vantaggi. Ed è proprio per questo secondo ostacolo, spesso difficile da superare che la Confesercenti empolese ha deciso di stipulare un accordo con Deutsche Bank Easy con il quale garantire ai propri associati forti sconti sui canoni mensili e sulle commissione che devono sobbarcarsi per garantire il pagamento attraverso moneta elettronica. Con questo accordo le aziende avranno la possibilità di usufruire di vantaggiose condizioni economiche. Per quanto riguarda le commissioni i tassi saranno dello 0,35% per i bancomat e dello 0,75% per quanto riguarda le carte di credito. Il costo della transazione per gli esercenti che hanno un transato annuo inferiore a 50.000 euro sarà di soli 10 centesimi, mentre il canone mensile sarà gratuito con transazioni inferiori a 3000 euro mensili anziché di circa 25 euro all’anno come succede regolarmente. Insomma chi deciderà di sottoscrivere l’accordo potrebbe risparmiare mediamente 83 euro al mese, in un anno quasi 1.000 euro. «Oltre a tutti questi vantaggi – spiegano Carlo Stabile e Alessandro Lodo, coloro che vorranno aderire non avranno l’obbligo di aprire un conto corrente da noi. Inoltre stiamo lavorando per mettere a disposizione un numero verde di cui potranno usufruire i nostri clienti in caso di problemi. Sono vantaggi importanti dal punto di vista economico ma anche sotto l’aspetto della sicurezza. Chi utilizza il Pos ha meno contanti in cassa e spesso è meno soggetto a furti e rapine». Insomma nel paese con il più alto costo delle transazioni elettroniche per Pmi finalmente una buona notizia che potrebbe finalmente spingere le aziende a puntare, una volta per tutte sulla moneta elettronica.

 

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