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solidarietà

Colletta tra tutti dipendenti dell'Empolese Valdelsa per i poveri

Marco Pagli
I promotori dell'iniziativa (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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I promotori dell'iniziativa (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Proposta alle aziende del circondario: «Un’ora di lavoro a testa per il progetto Win: potremmo raccogliere centinaia di migliaia di euro»

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EMPOLI. Un'ora di lavoro donata a chi non ha più una speranza. La proposta arriva dai sindacati che, insieme ad oltre 50 enti territoriali, fa parte del progetto Win. Un obiettivo ambizioso che potrebbe arrivare a coinvolgere fino a 50mila lavoratori dipendenti nell'Empolese Valdelsa, portando nelle casse del progetto Win alcune centinaia di migliaia di euro. Fondi sempre più necessari per portare avanti un'attività che negli anni sta crescendo in maniera costante.

Win, un progetto nato alla fine del 2014 grazie all'associazione Vecchie e nuove povertà e al coinvolgimento di altre realtà, lo scorso anno ha dato risposte ad oltre 130 persone attivando percorsi di inserimento lavorativo. Ma il bacino è in aumento e l'obiettivo dei soggetti che animano il progetto è quello di poter ulteriormente ingrandire le maglie. Di qui il bisogno di incrementare anche le risorse a disposizione, che al momento sono ferme ai 175mila euro messi a disposizione dall'Unione dei Comuni. «La nostra proposta - spiegano Rossano Rossi e Nicola Longo, rispettivamente Cgil e Cisl - si basa sulla consapevolezza che la solidarietà tra i lavoratori sia un elemento imprescindibile. Ognuno potrebbe donare, ovviamente su base volontaria, un'ora del suo lavoro al progetto. Tuttavia, per fare questo è necessario che ci vengano incontro anche le associazioni datoriali che potrebbero dal canto loro raddoppiare l'ora donata. Le invitiamo ad incontrarci per riuscire a fare di più, tutti insieme. Non siamo in grado di quantificare quanto potremmo ricavare, ma i numeri sono importanti: pensiamo a oltre 50mila lavoratori dipendenti e facciamo una media di 15 euro di retribuzione oraria, che potrebbero anche essere raddoppiati».

La proposta, dunque, dovrebbe essere raccolta dalle associazioni dei datori di lavoro che già fanno parte del progetto Win: Cna, Coldiretti, Cia, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. Mentre per quanto riguarda la cooperazione, l'assenso è già arrivato. «Il nostro settore è più che aperto a questa opportunità - afferma Claudio Freschi, presidente del consorzio Coeso - abbiamo 8 coop che sono già coinvolte nelle attività di Win. In più, stiamo cercando di far rientrare il progetto nel finanziamento dei bandi del Fondo sociale europeo regionale». Ma la volontà è quella di non fermarsi. Tanto per cominciare arriva l'appello agli enti locali per rendere strutturali le risorse messe a disposizione: «Le amministrazioni potrebbero assumere questa responsabilità almeno fino alla fine del loro mandato nel 2019», dicono. E poi sono allo studio altre forme di finanziamento. Come ad esempio il contributo da banche, fondazioni e assicurazioni. «Abbiamo già avviato i contatti con la cosiddetta finanza - dice don Guido Engels, proposto di Empoli e presidente dell'associazione Vecchie e nuove povertà - e contiamo di qui a ottobre di poter mettere insieme altri 50mila euro da integrare al nostro bilancio. Voglio ricordare, oltre a questo, il concorso anche delle associazioni di volontariato come Misericordie, Caritas e Pubbliche assistenze che per la parte assistenziale investono circa 100mila euro. In questa battaglia è necessario il concorso di tutti e la cosa bella è che questo territorio si sta confermando umanamente, e non solo economicamente, ricchissimo».

Il progetto Win

E' nato a novembre del 2014 sulla base del patto territoriale di reciprocità. Al progetto aderiscono 57 enti: gli undici Comuni del circondario, l'Asl 11, il centro per l'impiego, i sindacati (Cgil, Cisl e Uil), le associazioni datoriali (Cna, Coldiretti, Cia, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), 4 Misericordie e 4 Pubbliche assistenze del territorio, 13 Caritas e parrocchie, 7 associazioni, 5 cooperative sociali e il consorzio Coeso. Il soggetto attuatore è l'associazione Vecchie e nuove povertà. Realtà diverse che di fronte ad un obiettivo comune si sono strette assieme. E l'obiettivo comune è quello di superare il modello assistenzialistico delle prestazioni di aiuto, trasformandolo in uno in cui che favorisca l'autonomia personale e familiare verso la fuoriuscita dalla condizione di marginalità sociale. Nel 2015 il progetto Win (con un budget di 175.000 euro) ha svolto 136 inserimenti lavorativi tra tirocini non curriculari, inserimenti socioassitenziali, percorsi di Garanzia giovani e Giovani Sì. «I numeri sono in costante aumento - spiega Paola Fortini, assistente sociale e coordinatrice del progetto - per ognuna delle persone che riusciamo a prendere in carico, ce ne sono almeno altre tre o quattro che rimangono fuori. Si tratta di persone con difficoltà, che non hanno un'abitazione fissa, non hanno un lavoro, hanno figli a carico e sono in condizione di indigenza. Il lavoro da svolgere è enorme. Il tutoraggio (Enrica Guarducci, Valentina Ciampi e Francesca Panichi, ndc) è capillare e accompagna il soggetto dal primo giorno all'ultimo, dando consulenza anche all'azienda che assume l'inserimento». Gli interventi messi in atto hanno diverse modalità di accesso: attraverso gli assistenti sociali dell'Asl che selezionano i casi idonei a rientrare nel progetto oppure tramite gli accessi registrati dai diversi enti che cooperano in Win. Per ciascuna persona viene tracciato un programma personalizzato, viene passato in carico al centro per l'impiego e inserito in una realtà lavorativa a seconda del proprio profilo.

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