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Dodici ore di attesa per una visita al pronto soccorso di Empoli
La protesta: «Abbiamo seguito l’indicazione del medico». Ma la struttura fa i conti con una media di 180 accessi al giorno
EMPOLI. Si è presentato al pronto soccorso (su indicazione del medico curante) con una fistola. Dopo otto ore di attesa è stato rimandato a casa e invitato a tornare il giorno dopo. Quando ha dovuto aspettare oltre ore prima di essere visitato. Una sofferenza raccontata dal padre del giovane: «A mio figlio è stato assegnato un codice azzurro, questo è vero. E sicuramente c’erano pazienti ben più gravi. Ma la fistola all’ano è molto dolorosa e dodici ore complessive di attesa sono davvero troppe. Anche perché è stato il nostro medico a mandarci al pronto soccorso».
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Dove il giovane è arrivato la prima volta alle 15.30 di lunedì: «E poi alle 23.30 ci hanno detto che potevamo andare, perché non c’erano medici disponibili per curarlo. Così è tornato stamani (ieri, ndr), alle 6, ma ha dovuto aspettare fino alle 10. Mi sembra davvero troppo, anche per un codice azzurro», con il quale viene identificato un problema acuto ma di scarsa rilevanza clinica, dove non esiste rischio di peggioramento.
Negli ultimi tempi il pronto soccorso di Empoli - che viaggia a una media di 170-180 pazienti al giorno - è andato spesso in sofferenza anche a causa degli accessi impropri, con l’Asl che ha sottolineato a più riprese come «le situazioni di accesso improprio come i casi che potrebbero essere risolti dal medico di famiglia, dal pediatra o dal medico della continuità assistenza (la guardia medica, ndc) allungano i tempi di attesa. La persona viene comunque visitata, ma il tempo di attesa non è quantificabile. Dispiace per gli eventuali disagi arrecati, ma un uso appropriato del pronto soccorso permette di ottimizzare i tempi e al personale medico-infermieristico consente di svolgere al meglio il proprio lavoro per codice di priorità». Dunque il consiglio è quello di rivolgersi - di fronte a casi meno gravi - ad altre strutture. Anche se c’è da dire che in questo caso era stato lo stesso medico di famiglia a consigliare di rivolgersi al pronto soccorso per il trattamento della fistola.
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